Sicurezza
Senza il presidente e il vice Società della Salute nel limbo
L’attività prosegue anche dopo che l’elezione di Torrigiani è stata invalidata Ma la direttrice Baldi sollecita: «Questa situazione va risolta alla svelta»
Luca Signorini
Montecatini. «Stiamo portando avanti servizi e attività, non ci sono state carenze. Ma è chiaro che questa cosa va risolta alla svelta». Lo dice la direttrice della Società della Salute, Patrizia Baldi, dopo che il parere legale fornito dall'avvocato fiorentino Paolo Stolzi ha definito «opinione preferibile» il fatto che l'elezione a presidente della Sds di Alessio Torrigiani sia «da ritenersi invalida perché non raggiunge le maggioranze interpretative prescritte».
Il sindaco di Lamporecchio preferisce non commentare e rimanda alla Conferenza dei sindaci – che dovrebbe tenersi la prossima settimana – un approfondimento della questione e il tentativo di trovare una sintesi politica che faccia rientrare una frattura fin qui non indolore. Torrigiani è stato eletto nell'assemblea del 14 dicembre con il 37% delle quote dei Comuni soci (Lamporecchio, Larciano, Monsummano, Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano), mentre si era astenuto il restante 30% (Montecatini, Pescia, Buggiano e Chiesina Uzzanese), con l'Asl Toscana Centro (vale il 33%) che non si esprime per ruolo terzo. Secondo l'articolo 8 comma 2 dello statuto del consorzio pubblico, «l’assemblea delibera di norma a maggioranza delle quote di partecipazione dei suoi componenti». Da qui i dubbi sulla legittimità del voto. A stretto giro erano arrivate le prese di posizione dei sindaci di centrodestra (Luca Baroncini per Montecatini e Fabio Berti per Chiesina Uzzanese), che avevano lamentato una scarsa considerazione del proprio schieramento politico nelle scelte sul territorio.
A inizio febbraio Berti si è poi dimesso dalla carica di vicepresidente della Società della Salute, «prima di ritrovarmi con qualche problemino legale», aveva scritto nella lettera in cui annunciava il passo indietro. Adesso il parere dell'avvocato, pur di tenore “dubitativo”, che comunque obbliga i sindaci a una riflessione sul funzionamento dell'organismo che si occupa del settore socio-assistenziale in Valdinievole.
Secondo il professionista incaricato dalla direttrice Baldi, il tema resta di «estrema incertezza». Nel suo scritto (lungo 20 pagine e con citazioni di varia giurisprudenza) Stolzi sollecita inoltre a chiarire su come debba essere calcolato il quorum per rendere valida una votazione in assemblea dei soci, e invita a procedere con una modifica statutaria, «che avrebbe il pregio di definire con certezza il criterio da seguire». Commenta il sindaco di Buggiano Daniele Bettarini, tra i primi a chiedere di ricevere la relazione di un legale: «Avrei preferito che i miei dubbi fossero infondati ma, soprattutto a tutela dell'ente che rappresento, non potevo certo esimermi dal chiedere chiarezza. Credo di aver reso un servizio anche a tutti gli altri consorziati. La Sds amministra circa 20 milioni di euro di soldi pubblici in parte versati dai Comuni, motivo per cui occorre la massima trasparenza e correttezza. Il paventato vizio sostanziale in merito alla elezione del presidente (che è legale rappresentante), se non efficacemente rimosso, potrebbe generare problemi nella gestione finanziaria e nei servizi erogati». Come sostiene la direttrice della Società della Salute, Baldi, la questione va risolta in fretta. —
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