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appello 

L’Apam al Comune: agli hotel i ristori della tassa di soggiorno

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MONTECATINI. Comune ampiamente ristorato per la tassa di soggiorno “saltata” a causa della pandemia, mentre agli albergatori sono rimaste solo le briciole. E ora Federalberghi Apam chiede allo Stato un “meccanismo perequativo” che attenui le differenze, e all’amministrazione locale di sostenere le imprese del turismo proprio con i fondi compensativi ricevuti dal governo.

«Le casse degli alberghi sono vuote e le imprese al limite della sopravvivenza. Il lockdown a Natale e il perdurare del divieto di spostarsi tra regioni hanno moltiplicato gli effetti di una devastazione che non accenna ad arrestarsi». Con queste parole Federalberghi introduce una desolante ricognizione della situazione, che vede gran parte delle strutture ricettive chiusa da marzo 2020. «Tutte le forze politiche avevano preannunciato il sostegno al decreto ristori quinquies – ricorda Federalberghi –. La crisi di governo ha rallentato l’adozione del provvedimento, che confidiamo venga collocato ai primi posti dell’agenda del nuovo esecutivo».

«Le imprese – sottolinea Federalberghi – hanno bisogno di essere accompagnate sino alla fine del tunnel, che non appare vicina. Chiediamo un meccanismo perequativo che attenui il sapore amaro della beffa di fine anno, quando le amministrazioni comunali hanno ricevuto il 60% della tassa di soggiorno incassata nel 2019, mentre gli alberghi, che in precedenza avevano ricevuto solo un magro indennizzo, sono stati esclusi dal decreto Natale».

Secondo Apam è macroscopica la disparità di trattamento che è stata applicata a Montecatini. L’imposta di soggiorno incassata dal Comune nel 2019 era stata infatti di 1.662.432, 21 euro e il ristoro che ne è conseguito da parte dello Stato nel 2020 è di 1.369.683,37 euro, ovvero l’82,4% del totale. Si tratta di una percentuale altissima, ben maggiore di altre realtà turistiche quali Firenze (64%), Abano (65,2%), Roma (55,7%), Venezia (61,3%). A fronte di questo, agli alberghi sono rimaste le briciole.

L’Apam porta infatti tre esempi di altrettante realtà cittadine: un hotel 4 stelle che nel 2019 aveva fatturato 1.005. 766, 61 euro, nel 2020 lo ha visto decrescere del 98,91% ed è stato ristorato con soli 39.333 euro (4,35%); un altro 4 stelle aveva fatturato 1.957.997 euro, ha perso l’84, 48% e ha ricevuto dallo Stato 50.361 euro (il 3,35%); infine un tre stelle aveva fatturato nel 2019 circa 150mila euro, ha perso l’83% nel 2020 ed è stato ristorato con 3.500 euro (2, 33%).

Bartolini conclude facendo un appello alle istituzioni: «Allo Stato diciamo che non è possibile accettare un ristoro che copre solo il 3% del fatturato perso. Al Comune chiediamo un sostegno alle imprese attraverso l’utilizzo dei fondi trasferiti dallo Stato a compensazione della tassa di soggiorno non introitata (come detto quasi 1,4 milioni di euro). Sono purtroppo anni straordinari e servono interventi altrettanto straordinari per salvare l’economia cittadina». –

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