Il Tirreno

Montecatini

Pd e Italia viva all’attacco sul raddoppio 

«Il no alla sopraelevata è come dire sì a raso Ipotesi già bocciata»

D. M.

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MONTECATINI. «Eliminando l’ipotesi sopraelevata di fatto l’amministrazione comunale ha scelto l’intervento a raso con la realizzazione di tre sottopassi». È il pensiero di Pd e Italia Viva che accusano la maggioranza di aver dato «un no secco e ideologico alla sopraelevata», privando la città di un’opzione e «dicendo no a processi partecipativi, peraltro obbligatori per legge regionale e attivabili in città anche senza il benestare della Lega e dei partiti satellite». Quello che sfugge ai due partiti è «se l’amministrazione ha chiaro o no di aver disatteso precedenti votazioni consiliari unanimi, che respingono qualsiasi opzione di barriere che andrebbero a separare la città in due parti distanti fisicamente, socialmente ed economicamente». Tanto più che «non si è capito che per non assumersi responsabilità, o peggio ancora per accordi già presi, Rfi di progetti ne ha due: uno a raso e uno in sopraelevata. Togliendo di mezzo il secondo con un colpo di accetta, l’amministrazione ha di fatto avallato l’intervento a raso con tre sottopassi: il primo al garage Del Rosso, il secondo ciclopedonale in via Tripoli, il terzo in via Marruota-parco Cividale».

«Altro che treno invisibile, qui – prosegue la nota – l’unica cosa di invisibile è il coraggio di assumere posizioni e decisioni amministrative, sguazzando in una paralisi autoreferenziale e foriera di disastri». E per l’opposizione a questo va aggiunto che anche l’ipotesi di lasciare il binario unico nel tratto cittadino con interventi compensativi non risolve il problema delle barriere divisive in quanto «i passaggi a livello devono essere eliminati, come disposto dalla normativa europea . Semmai il Comune dovrebbe ribadire a Rfi, con richieste mirate, che già con il primo lotto sarebbero necessari interventi e migliorie di infrastrutture e viabilità a compensazione del maggior carico di traffico veicolare».

Per Pd e Iv si tratta del «solito vuoto opportunismo politico di chi quando era all’opposizione metteva il no ai muri sulla pagina social e strizzava l’occhio ai comitati per poi, una volta diventato amministratore, rifugiarsi dietro improbabili interventi di consiglieri comunali». I due partiti presenteranno una nuova mozione per ribadire il loro “no alle barriere” . —

D. M.

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