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Luca Signorini

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Luca Signorini

Montecatini. Da un anno non lavorano, o lavorano a giorni alterni. In molti non hanno maturato la Naspi, l'indennità di disoccupazione. E la maggior parte non sono nemmeno rientrati nella platea dei beneficiari dei ristori rinnovati con i decreti del Governo. Ne hanno parecchi di motivi per protestare i lavoratori stagionali e quelli con contratti a tempo determinato, impiegati in particolar modo nel settore del turismo. A Montecatini sono più o meno la metà dei circa 5.000 addetti del comparto alberghiero, che in città conta 170 strutture e 14.000 camere da letto. Un movimento immenso, a cui si aggiungono gli stagionali della ristorazione e gli autisti Ncc (Noleggio con conducente).

Hanno atteso anche troppo per farsi sentire, avviare una raccolta firme e programmare una manifestazione di piazza, che sarà rinviata visto il probabile ingresso della Toscana in zona arancione. Ma la mobilitazione è partita: a tirare le fila è il gruppo “I ragazzi in piazza”, sostenuto dall'Associazione nazionale lavoratori stagionali. Montecatini è in prima linea e sarà una delle sedi del presidio. «Siamo camerieri, cuochi, addetti alle pulizie, autisti, marittimi, commesse dei centri commerciali. E chiederemo agli imprenditori alberghieri di protestare con noi», sottolinea Sabrina Calistri, che si fa portavoce del malcontento in Valdinievole. Lei lavorava come cameriera di sala all'hotel Ambrosiano di corso Matteotti, un quattro stelle che si è adattato ad accogliere le persone in quarantena da Covid-19, dove dei 15 dipendenti ne lavora da mesi soltanto uno, addetto alla reception. La situazione di Calistri è la condizione di molti suoi colleghi: «Mi sono riciclata a fare le pulizie per privati, restauro e dipingo porte e mobili, la domenica faccio servizi extra nei ristoranti della zona».

Si tratta di un'esistenza precaria, che non dà certezze. Da qui i malumori e il tentativo di cambiare le cose. Nella petizione che verrà diffusa e poi spedita a Roma, gli stagionali evidenziano «l’aggravarsi delle condizioni di sostentamento di determinate categorie, che si sono viste escludere interamente o parzialmente dagli aiuti dello Stato». Diverse le richieste: «Un'unica soluzione di sostegno che possa includere i lavoratori coinvolti senza distinzioni in sottocategorie, basandosi sul bisogno comprovato dallo storico lavorativo; una proroga Naspi per i lavoratori che ne hanno maturato il diritto quest’anno e il prolungamento automatico che possa coprire il periodo in cui non vi è possibilità di occupazione; un controllo dinamico e una definizione degli interventi per evitare la discrezionalità dei diversi uffici Inps». Ancora: «Un provvedimento per ridimensionare la tassazione delle strutture legate a turismo e ristorazione, a patto che rispettino le condizioni previste dal contratto nazionale; il rispetto del contratto e la reale tutela dei diritti dei lavoratori del turismo, e l’impegno dello Stato nella lotta contro i trasgressori e il lavoro in nero». Il grido di dolore parte anche da Montecatini. —

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