Il Tirreno

Montecatini

I numeri e le procedure  

Eseguite oltre 6mila visite a casa e 10mila negli hotel

A. E.
Eseguite oltre 6mila visite a casa e 10mila negli hotel

Operatori specializzati anche  nell’assistere pazienti  con altre patologie costretti  a restare nelle loro abitazioni  perché positivi al Covid

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MONTECATINI. Il numero degli accessi a domicilio, al 27 gennaio (ultimo dato disponibile), è stato di 6.481 visite nelle abitazioni, negli alberghi 10.636, nelle Rsa (residenza sanitaria assistenziale) invece «siamo partiti un po’ dopo – riferisce Marco Bonini, coordinatore sanitario della Valdinievole – perché fortunatamente non abbiamo avuto elementi di grosse positività: 2.149 visite. L’attività dei tamponi è stata consistente, soprattutto a domicilio: 7.072. Aggiungo l’attività infermieristica: all’inizio mantenevamo i numeri in maniera indistinta, da novembre abbiamo registrato gli accessi per bisogni esclusivamente infermieristici: 6.424».

«Le Usca si attivano con la telefonata del medico di famiglia – spiega la dottoressa Claudia Pili dello staff Bonini – il quale prima valuta se il paziente è un sospetto Covid, o Covid. Dopo la compilazione di una richiesta con le patologie del paziente, le Usca prendono in carico la persona non solo per effettuare il tampone ma anche per eseguire una valutazione completa medico-infermieristica».

«Il nostro personale infermieristico proviene da un’esperienza di assistenza domiciliare con pazienti cronici – illustra Fabio Pronti, dirigente infermieri Valdinievole – nel giro di pochissimo tempo, il personale si è trasformato con operatori maggiormente efficienti, quasi fosse un pronto soccorso mobile. Le Usca sono un team multidisciplinare, composto da medico e infermiere. Le nostre équipe, ben affiatate, hanno dimostrato risultati eccellenti nell’operatività, in modo che i pazienti fossero curati nelle abitazioni senza il trasporto all’ospedale». Entrano in ballo gli alberghi sanitari e la situazione si evolve: «Avevamo 380 posti letto – spiega Bonini – in seguito è venuta la sperimentazione dell’albergo protetto, dove ci sono pazienti positivi sintomatici. Oggi i numeri sono calati rispetto a qualche mese fa. Nelle Rsa, le unità hanno garantito un livello di positivà basso: solo un focolaio, tenuto sotto controllo, due volte al giorno. I tamponi effettuati sono stati per la maggior parte molecolari proprio perché i pazienti trattati erano sospetti Covid, o Covid. Inoltre, le Usca hanno svolto un’attività di monitoraggio e controllo telefonico, effettuando circa 5.000 chiamat».

Chiaramente il domicilio non è l’ospedale, che possiede percorsi ben strutturati, tuttavia secondo la coordinatrice degli infermieri Usca, Emanuela Riccio, «è stato creato il percorso adatto ad ogni domicilio. Ad esempio abbiamo avuto in carico una persona con terapia salvavita a causa di una patologia rara, di solito assistita in ambiente ospedaliero in modalità particolare. Essendo un paziente Covid ha ricevuto il farmaco nella propria abitazione e gli infermieri sono rimasti cinque ore con lui. I medici sono andati solo a controllare. Questa prassi è stata eseguita per ben due mesi. Abbiamo fatto in modo che nessuna terapia, oltre alle cura del virus, fosse rimandata». –

A. E.

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