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La Versilia di Bindi, tra affari e sentimento «La Canniccia e la mia prima fidanzata»

Melania Carnevali
La Versilia di Bindi, tra affari e sentimento «La Canniccia e la mia prima fidanzata»

L’ex ad dell’azienda di dessert, originario di Chiesina Uzzanese, ha acquistato anche due alberghi di lusso a Forte dei Marmi

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l’intervista

La Versilia, dice, «ha ancora molto da offrire dal punto di vista turistico». Inoltre «ogni tanto bisogna seguire il cuore». Cioè: i ricordi. E così Attilio Bindi, imprenditore originario di Chiesina Uzzanese ma residente a Milano, ex amministratore delegato dell’omonima azienda di dessert con un fatturato nel 2019 di 140 milioni di euro, ha iniziato a iniettare fiducia e milioni sul territorio comprando di tutto, in un periodo in cui investire sembra un suicidio.

Aveva iniziato nel 2018, cedendo al Comune di Seravezza la Rocca di Corvaia per farne un parco archeourbano, in cambio dell’okay alla costruzione di due villette con piscina e al recupero di villa Galanti, a ridosso della Rocca. Nel 2019, poi, acquistò, per farne una villa, il Circolo Casale, a Ripa, in passato frequentato anche dal principe Alberto di Monaco e dai principi dell’Arabia Saudita. E sempre una villa, ma con lago, diventerà la vecchia casa in via Vico, a Forte dei Marmi, comprata nel 2019 e appartenuta a una certa Ninetta, una signora che si narra togliesse il malocchio.

E si arriva al 2020, l’anno clou. Nell’ultimo anno Bindi ha chiuso tre compravendite che, nonostante la sua idiosincrasia ai riflettori, hanno fatto parecchio rumore. Ha comprato la Canniccia, la discoteca di Marina che ha fatto la storia delle notti versiliesi negli anni Ottanta e Novanta, e l’hotel 4 stelle Areion, sul lungomare di Forte dei Marmi, davanti alla Capannina (lo stesso hotel dove il figlio 26enne finì con la Cadillac nella piscina). Ma ha acquistato anche l’ex hotel Franceschi, alle soglie di Roma Imperiale, uno degli alberghi storici del Forte, aperto nei primi anni del Novecento da Achille Franceschi, fondatore della stessa Capannina e del Grand Hotel in cui dormiva Thomas Mann. Una struttura con un curriculum da fare invidia, ma che nessuno voleva per il semplice fatto che ristrutturarla costa una fortuna e chissà se ne vale la pena. Secondo Bindi sì.

Lo scorso anno la sua famiglia ha ceduto il controllo della società di dessert a Bc Partners e lei è rimasto con funzioni strategiche, ma i suoi interessi adesso sembrano essersi spostati in Versilia. Perché ha scelto questa zona?

«Io sono toscano e sono sempre venuto Forte dei Marmi: mi piace e sono molto legato a questo territorio, ma soprattutto credo che la Versilia possa dare ancora tanto in termini di sviluppo turistico. Bisogna investirci. Come in tutte le industrie, bisogna mettere soldi per vederle crescere».

L’hotel Franceschi cade a pezzi. Per recuperarlo ci vorranno almeno dieci milioni di euro. Ne varrà la pena?

«Quello è un pezzo di leggenda della Versilia e merita di essere recuperato. Non si può fare molto. L’intervento sarà di salvaguardia dell’immobile storico. Tornerà ad essere come era negli anni Cinquanta e Sessanta. Sarà un albergo charmant».

Quando partiranno i lavori?

«A breve vedremo il progetto. Per la partenza dipende anche dal Comune. Vorrei partire prima dell’estate ma è più probabile che si parta a settembre, dal momento che i cantieri si fermano d’estate. Adesso lo stiamo mettendo in sicurezza».

Diventerà un hotel 5 stelle?

«Sì, quella è l’idea».

Anche l’Areion?

«Sì, anche quello diventerà un hotel 5 stelle ma anche qui siamo ancora in attesa di partire con i lavori».

E invece la Canniccia cosa diventerà?

«Il progetto è quello di farci un contry club (si tratta di un club di proprietà privata che generalmente offre una varietà di sport ricreativi e strutture per mangiare e divertirsi, ndr) dedicato allo sport. Ci sarà una pista all’interno per le auto. L’avevo comprata per tutt’altro. Volevo farci una casa. Lì ho incontrato la mia prima fidanzata».

Non è l’unico...

«Lo so, la Canniccia è stata a lungo un luogo in cui conoscere persone nuove: ci venivano persone anche da La Spezia e Pisa. Io ho molti bei ricordi e per questo mi son detto che ogni tanto bisogna andare dove ci porta il cuore».

Poi ha cambiato idea.

«Sì, poi hanno iniziato a propormi cose, a dirmi perché non fai questo, perché non fai quest’altro. E mi sono fatto convincere. Alla fine si merita di continuare a vivere».

E perché non rifarci una discoteca?
«Non sono uno da discoteca. Oggi c’è troppo casino, poco rispetto. Una volta, nelle discoteche, ti chiedevano scusa per ogni cosa, oggi di buttano a terra. Troppi giovani agitati e spesso violenti. Non fa per me».

A che punto siete con i lavori?

«In alto mare anche qui. Stiamo aspettando che Salt finisca di allargare l’ingresso dell’autostrada (casello Versilia, ndr). Quando terminerà potremo partire noi». —

Melania Carnevali

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