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I sindaci chiamati a risolvere il “nodo” Sds

Luca Signorini
I sindaci chiamati a risolvere il “nodo” Sds

Va ricomposta al più presto la frattura nella Società della Salute evidenziata dalle dimissioni del vicepresidente Berti

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Luca Signorini

PESCIA. Sarà la Conferenza dei sindaci della Valdinievole – la riunione è prevista tra una decina di giorni – a tentare di ricomporre la frattura che si è creata con le dimissioni del sindaco di Chiesina Uzzanese, Fabio Berti, da vicepresidente della Società della Salute. Dimissioni presentate in seguito alla richiesta negata di un parere da parte dell’Avvocatura dello Stato sulla legalità dell’elezione a presidente Sds del sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani, avvenuta nell’assemblea di metà dicembre con il 37% dei voti favorevoli, quando per statuto le decisioni vengono prese con la maggioranza delle quote (articolo 8 comma 2).

Mentre il primo cittadino di Buggiano Daniele Bettarini (Pd) – che alla votazione si è astenuto – e il segretario provinciale dei democratici Pier Luigi Galligani definiscono la vicenda «istituzionale senza risvolti politici», Torrigiani esprime «massima disponibilità a trovare una sintesi con gli altri dieci sindaci di area».

Aggiunge, Torrigiani: «La richiesta di parere legale rientra in questa discussione che approfondiremo in sede di Conferenza. Voglio ribadire che l’operatività della Società della Salute non ha intralci e non deve avere distrazioni. Il consorzio pubblico (che gestisce un patrimonio di 20 milioni di euro, nda) è chiamato a rimanere concentrato sull’erogazione dei servizi, sulle emergenze sanitarie e sociali e sulle prossime importanti scadenze, come la campagna vaccinale per il Covid-19 gestita in compartecipazione con l’Asl Toscana Centro. Insieme ai miei colleghi dobbiamo definire la linea programmatica per i prossimi anni».

Fatto sta che qualche tensione resta. Il passo indietro di Berti è letto come una mossa del centrodestra (che governa a Chiesina e a Montecatini) nel tentativo di ottenere maggiore considerazione al cospetto della maggior parte dei sindaci (escluso Pescia, guidato da una lista civica) che sono espressione del centrosinistra. C’è poi da trovare un nuovo vicepresidente entro tre mesi. E resta sospesa la questione del parere legale. Se fosse alla fine presentato, e stabilisse che l’elezione di Torrigiani è illegittima, tutte le decisioni e gli atti firmati fino alla pronuncia sarebbero invalidati. Per questo Berti si è dimesso, «prima di ritrovarmi con qualche problemino legale».

Bettarini – che sottolinea di «non essere disallineato dagli indirizzi politici del Pd» – è di un simile avviso: anche lui aveva richiesto un parere legale il 23 dicembre scorso. Ma Torrigiani (il 15 gennaio) ha risposto picche: «Sarebbe del tutto inidoneo a rimuovere una deliberazione immediatamente eseguibile e ritualmente pubblicata» si legge nella lettera di replica. Il carteggio evidenzia un po’ di attriti. –

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