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Si celebrerà a Pistoia il processo all’ispettore

Massimo Donati
Si celebrerà a Pistoia il processo all’ispettore

Respinta dai giudici la questione di competenza territoriale avanzata dall’avvocato difensore di Gianluca Pantaleoni

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Massimo Donati

MONTECATINI. Resta a Pistoia il processo che vede sul banco degli imputati l’ispettore della polizia stradale Gianluca Pantaleoni, 50 anni, ex segretario nazionale della Uil polizia, rinviato a giudizio con le accuse di corruzione, truffa, traffico di influenze illecite, riciclaggio, circonvenzione di incapace. Ieri mattina, il tribunale collegiale ha sciolto la riserva sulla questione di competenza territoriale avanzata la scorsa udienza dall’avvocato dell’imputato, Giovanni Cantelli, del foro di Napoli: il legale riteneva che il processo dovesse essere celebrato davanti ai giudici di Lucca, ritenendoli competenti per i reati più gravi contestati al suo assistito, che si trova ancora agli arresti domiciliari (il 20 gennaio il tribunale del riesame ha respinto il ricorso per la revoca della misura cautelare).

Dopo tre false partenze e altrettanti rinvii, il 9 febbraio potrà prendere il via la fase dibattimentale, con l’affidamento al consulente tecnico del tribunale dell’incarico di trascrivere le intercettazioni telefoniche.

Pantaleoni, residente a Lucca, aggregato alla sezione della Polizia stradale di Montecatini (ma in forza al comando lucchese, dopo aver diretto la sezione di Viareggio), era finito nel mirino degli investigatori della polizia dopo una segnalazione sugli anomali giri di denaro sui suoi conti correnti: circa 900.000 in tre anni. Tutti i reati contestati sarebbero secondo la procura riconducibili alla continua necessità di denaro dovuta al vizio del gioco d’azzardo: truffa ai danni dello Stato (per essersi assentato dal servizio fingendosi malato), riciclaggio, autoriciclaggio, falsità ideologica, traffico di influenze illecite, abbandono del posto di servizio, corruzione e ricettazione.

Alcuni dei quali commessi in concorso con altri 4 imputati: Domenico Lombardi, 51 anni, di Massa e Cozzile; Tiziano Pandolfo, 39, di Barga; Luigi Amico, 58 anni, residente a Pistoia ma domiciliato ad Altopascio; e Cristian Balestra, 34, di Altopascio.

Le accuse di circonvenzione di incapace e di truffa vedono come vittime una donna ipovedente residente in provincia di Pisa, patologicamente innamorata di lui (e a cui lui ha fatto credere di essere il suo fidanzato per tre anni), e l’anziano padre. Secondo gli inquirenti, dal novembre 2016 al luglio 2019, Pantaleoni aveva ricevuto da padre e figlia bonifici per 179.650 euro, come presunto corrispettivo per la conclusione dei contratti preliminari per la vendita di tre immobili di sua proprietà, ai quali però era seguito un solo contratto definitivo e per giunta simulato. —

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