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Primi aiuti alla famiglia del rider morto Aperte anche sottoscrizioni in tre bar
Federica Rastelli: «La comunità si sta muovendo, ci sono pure medici che si sono offerti in caso di bisogno»
Smona Peselli
MONTECATINI. Dalla scuola alla città, passando dal cuore. Recitano così i volantini per sensibilizzare la raccolta fondi. In memoria di Romulo Sta Ana, 47 anni che lavorava per Deliveroo e sabato scorso è rimasto ucciso in un incidente sulla Camporcioni. La comunità di Montecatini unita alla scuola per sostenere la moglie Leanne Maniego con i suoi tre bambini.
Sono stati individuati tre punti di raccolta a Montecatini: la pasticceria Sweet di via Balducci 9; Appaltino caffetteria in viale San Francesco d’Assisi 9; Rosmady cafè in via Garibaldi 71, angolo piazza Battisti.
«Abbiamo cominciato a fare l’appello anche in rete – spiega Federica Rastelli, presidente del consiglio di istituto delle scuole medie Chini – ci sono state anche persone che si sono offerte spontaneamente e medici specialisti per i bambini in caso di bisogno. La comunità si sta muovendo. Anche per cercarle un lavoretto appena avrà elaborato il suo periodo di lutto. Poi c’è la parte istituzionale che non ha abbandonato questa famiglia». Si possono anche fare donazioni di denaro, indirizzate a: Maria leanne Janet Maniego, I-Ban IT91A0760105138273861873873.
Nel pomeriggio anche Francesco Bentivegna, ormai diventato “l’uomo della spesa” per chi ha bisogno, si è attivato recandosi direttamente nella casa di via Giotto. «Voglio ringraziare il giornale “Il Tirreno” – ha commentato Bentivegna – per aver fatto da tramite e avermi messo in collegamento con la famiglia Sta Ana. Sono entusiasta della solidarietà che vedo arrivare da ogni fronte e spero che continuerà anche quando si saranno spenti i riflettori».
Leanne Maniego, la vedova di Romulo, non lascia un attimo i suoi figli. «Crescere tre bambini senza un padre sarà davvero molto difficile – continua Francesco – come sarà quasi impossibile lavorare con un piccolo di nove mesi se sei da sola. Cerchiamo di accompagnare la signora e gli orfani per molto tempo. Dovrà sentire la vicinanza di tutti».
Quando c’è qualcuno in difficoltà, e lo hanno dimostrato i fatti e non le parole, Francesco Bentivegna abbandona i panni del politico e mette in campo le sue doti di omone brontolone, ma generoso. Accompagnato dalla moglie Svetlana, molto attiva nel volontariato, non fa caso agli orari, ai giorni festivi. Quando una famiglia ha bisogno Francesco telefona con educazione, si organizza e parte per la destinazione. La spesa nelle case e delle famiglie messe in ginocchio dalla crisi economica del Covid non è mai mancata. Latte, pasta, biscotti, carne, formaggio, frutta. E poi vestiti, giochi, pannoloni per bambini. «Devo ringraziare tutte le persone che in questi difficili mesi hanno portato le vettovaglie e i vari approvvigionamenti nella nostra cambusa. Le mamme e i cittadini che mi portano le “spesone” e le ditte o le persone generose che ci hanno donato quaderni, matite, abiti e giocattoli», conclude Bentivegna. Mentre carica tutto nel baule della sua macchina e parte per le nuove consegne. –
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