La manifestazione
«Il consiglio deve tornare in presenza»
La richiesta dei partiti di centrodestra alla vice sindaca Guidi, che replica: «A distanza per tutelare la salute»
Il Consiglio comunale deve tornare ad essere discusso nella sua sede istituzionale. A formulare la richiesta sono i coordinatori comunali dei partiti di centro-destra Marco Riccò (Lega), Roberto Franchini (Fratelli d’Italia), Manuela Angeli (Forza Italia) e Marco Incerpi (Cambiamo per Toti Pescia). Da qui l’invito alla vicesindaca Guja Guidi e al presidente del consiglio Vittoriano Brizzi di attivarsi quanto prima affinché dal prossimo consiglio comunale, previsto per il 4 febbraio, tutte le assise vengano svolte regolarmente nell’aula istituzionale.
«Seppur collegati tramite pc, durante gli ultimi due consigli comunali, i consiglieri di minoranza Elisa Romoli, Giancarlo Mandara e Giacomo Melosi si sono recati nella sala consiliare per dare un segnale di assoluta presenza alla cittadinanza – hanno sottolineato i coordinatori – È naturale che fosse doveroso svolgere il consiglio comunale nell’aula preposta, in presenza, nel rispetto delle normative anti-Covid, ma la maggioranza ha scelto di rimanere a casa, senza uscire dalla propria comfort zone. Questa protesta messa in atto dai consiglieri di opposizione è stata una coscienziosa presa di posizione nel rispetto dei cittadini pesciatini, in considerazione del fatto che la regione Toscana si trova in fascia gialla ed il consiglio comunale, visti gli spazi disponibili per garantire le distanze al fine di rispettare le norme anti-Covid, si sarebbe potuto attuare normalmente nella sala istituzionale di riferimento, senza pubblico ed in diretta streaming, come sempre si è fatto, anche durante l’estate 2020».
I coordinatori hanno interpretato la decisione come la volontà di volere sminuire il dibattito politico, visto l’argomento in discussione: sindaco sospeso ed entrata in carica del vice sindaco a farne le veci. «Non si è trattato assolutamente di una decisione strumentale – ha precisato la vicesindaca Guja Guidi – Anche io ho svolto il consiglio dal palazzo comunale, sebbene dal mio ufficio. Da tempo le riunioni, anche quelle di giunta, vengono svolte on line a tutela soprattutto della salute delle persone fragili o avanti con gli anni. La decisione sulle modalità di svolgimento del consiglio comunale devono essere prese democraticamente in conferenza dei capigruppo, non facendo vincere la sproporzione numerica visto che i partiti di opposizione sono più numerosi, ma garantendo la rappresentatività di tutte le posizioni».
Per quanto riguarda il problema relativo alla trasmissione in differita della seduta, invece, Guja Guidi ha detto che la giunta sta lavorando alla risoluzione del problema. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
