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Montecatini

Rischio IDROGEOLOGICo 

Valdinievole ferita dalle frane e poi restano solo le transenne

Luca Signorini
Valdinievole ferita dalle frane e poi restano solo le transenne

Da Montecatini Alto a Monsummano e fino alla zona montana della Valleriana è un susseguirsi di cedimenti che attendono anche anni l’inizio dei lavori 

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Luca Signorini

Valdinievole. Un territorio ferito, danneggiato a più riprese, mai davvero in salvo quando vengono diramate le allerte meteo, gialle o arancioni che siano. La pioggia intensa e il vento forte, quando si abbattono con violenza, quasi mai lasciano indenne la nostra collina, le campagne, laddove mura e asfalto hanno preso il posto di una terra non più vergine e anzi vilipesa. Il rischio idrogeologico è sempre dietro l’angolo e perdona poco all’avanzata di quello che viene definito progresso. Le frane e gli smottamenti sono conseguenza del tentativo di fermare la natura (insieme a questi, le interruzioni di energia elettrica e la caduta di alberi), di sostituirla con qualcosa di artificiale. Passano poi anni per la messa in sicurezza dei versanti rotolati a valle, i soldi non ci sono e non bastano mai.

Lo scenario si è ripresentato in tutta la sua brutalità nelle ultime settimane, ci si è messa pure la neve caduta copiosa a far suonare di nuovo l’allarme. Ma non è problema di oggi, va avanti da tempo. A Montecatini Alto, per esempio, da oltre un anno è venuto giù un muro di contenimento poco prima della chiesa di San Pietro Apostolo, ai piedi della Rocca. Ci sono tre transenne che avvertono del pericolo ma poco proteggono nel caso la terra si dovesse muovere ancora. Tra l’altro un albero è in bilico e speriamo resti in piedi ancora a lungo. A Monsummano, nei dintorni del borgo storico di Montevettolini, c’è via dei Bronzuoli chiusa al transito per un movimento franoso iniziato nel novembre 2019 e proseguito tra gli ultimi giorni del 2020 e i primi del 2021. Il fronte è esteso 300 metri. La sindaca Simona De Caro ha chiesto alla Regione la somma urgenza per anticipare i tempi di un cantiere di ripristino che costa 950mila euro. Sempre nella stessa città, altre due frane sono cose recenti: una sulla sommità di via del Vaticano, nei dintorni di Monsummano Alto; l’altra in via Vallone, non lontana dal Golf Club, dove un ciglio laterale è “scivolato” in mezzo alla strada. Visto che ci siamo, c’è pure un cornicione pericolante (ora transennato) sulla facciata del teatro Montand: chi passa da piazza del Popolo resta con il fiato sospeso.

La rassegna prosegue nella zona della Valdinievole che subisce le ripercussioni peggiori dal maltempo, ovvero Pescia e in particolar modo la Valleriana. Già a metà 2020 sono partiti otto interventi in somma urgenza dopo i danni provocati dal forte temporale di giugno (in Val di Torbola, a Collodi, Veneri, Monte a Pescia, Pietrabuona). Durante questa stagione invernale il terreno è già ceduto in tre occasioni: a ottobre lungo via delle Cartiere a Collodi, con istituzione del senso unico alternato di marcia; il 2 gennaio in via Colle del Lupo a Veneri (strada chiusa); tre giorni fa all’altezza del chilometro 13 sulla strada provinciale della Val di Forfora, in via del Traspo sopra Vellano (anche in questo caso è stata chiusa la strada). Il drammatico elenco è destinato ad aggiornarsi finché le perturbazioni non daranno tregua. Non che d’estate la situazioni migliori, viste le sempre più frequenti piogge torrenziali che interrompono il bel tempo. C’è sempre il rischio di nuove frane e un aggravamento di quelle esistenti, la terra non sta mai ferma. Insomma, meglio farsi il segno della croce. —

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