Attenzione
Gruppo di parrocchiani scende in campo a difesa di don Varga
Con una lettera affermano che il sacerdote al suo arrivo si è trovato ad affrontare una serie di contenziosi
Maria Salerno
CHIESINA UZZANESE. Continua a far discutere la vicenda di don Bernardino Varga, che già da qualche giorno ha lasciato la guida della parrocchia di Santa Maria della Neve a Chiesina Uzzanese, dopo averne fatto espressa richiesta al vescovo. Stando alla Curia, il sacerdote, giunto nella comunità di Chiesina da poco più di un anno, si sarebbe trovato al centro di dissidi molto accesi tra gruppi paesani, difficilmente sanabili, al punto da averne determinato la scelta di allontanarsene.
È stato lo stesso sacerdote ad informare i parrocchiani delle proprie dimissioni, nel corso dell’ultima messa celebrata lo scorso 10 gennaio, suscitando un’ampia serie di polemiche, che ancora si trascinano ad oggi. Un gruppo di cittadini, riunitisi in comitato, ha avvertito l’esigenza di scrivere al nostro giornale “allo scopo – ha spiegato la coordinatrice del gruppo Luciana Ducci – di fugare dubbi e maldicenze che rischiano di screditare la figura del giovane parroco, che non ha colpe se non quella di essersi ritrovato ad affrontare situazioni poco chiare relative alla parrocchia”.
“Contenziosi fiscali, abusi edilizi, situazioni a dir poco problematiche nei tre edifici di proprietà della parrocchia: l’abitazione del parroco, il circolo ricreativo, l’asilo – si legge nella lettera – la ricognizione dei problemi, trascinati nel tempo ed intrecciati tra loro, lo avevano portato ai primi dissapori coi gestori degli ambienti medesimi. L’epicentro di questi dissapori era stato il circolo ricreativo e riguardavano sia la gestione, che lo stato delle strutture, in particolare gli impianti, la cui sicurezza appariva insufficiente. Questa valutazione divenne subito motivo di scontro tra i gestori e il parroco. I gestori sostenevano che si poteva continuare, il parroco non voleva rischiare le eventuali sanzioni”. Così, lo scorso mese di luglio, dopo 37 anni il circolo ha chiuso.
Oltre a suscitare amarezza nei frequentatori, alla chiusura seguirono “offese, maldicenze, perfidie, dileggi, persino minacce oltre al passaparola di abbandonare la frequenza delle funzioni del parroco e recarsi altrove – sostiene il comitato – evidentemente quella chiusura aveva toccato, oltre ai sentimenti, anche altri interessi” . —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
