Sicurezza
Urbanistica, così la città rischia di finire nel limbo
Mario Damiani, ex responsabile comunale dell’area governo del territorio: «Gli strumenti di pianificazione sono in scadenza, si rischia il blocco»
MONTECATINI. «Ogni giorno che passa, il problema si acuisce». Questo perché il futuro urbanistico della città rischia di ritrovarsi congelato in una sorta di limbo normativo, con l’inevitabile conseguenza di generare incertezza per i potenziali investitori. Non certo una situazione ideale in vista del nuovo bando per la vendita dei beni immobili delle Terme. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’associazione albergatori Apam («Se scattano le clausole di salvaguardia la città si ferma»), a spiegare i termini della questione da un punto di vista tecnico è chi di urbanistica e uffici pubblici ha avuto a che fare per una vita. Mario Damiani è stato infatti fino al 31 agosto 2018 il responsabile area governo del territorio in Comune ed è lui che ha seguito le fasi operative dell’ultimo Regolamento urbanistico, approvato nel luglio del 2016. Ed è proprio attorno a questo strumento che ruota l’intera vicenda.
Il nuovo bando per la vendita degli immobili termali sta per essere pubblicato e conterrà una variante sostanziale, che punterà a chiedere – agli eventuali soggetti privati interessati – la destinazione d’uso dei singoli beni e il relativo piano di sviluppo. Con l’obiettivo di far uscire definitivamente allo scoperto i potenziali investitori, a partire dalla Guild Living. Ma per l’Apam la città rischia di farsi trovare impreparata di fronte alle richieste di qualsivoglia investitore. Questo perché a luglio saranno passati cinque anni dall’approvazione del Regolamento urbanistico e, qualora l’amministrazione comunale non procedesse a un suo aggiornamento, scatterebbero per legge le clausole di salvaguardia e, di conseguenza, l’impossibilità di fare qualsiasi sostanziale modifica dell’assetto territoriale. L’amministrazione comunale deve pertanto, per l’associazione, «indicare gli indirizzi, adottando le determinazioni urbanistiche del caso: gli investitori vogliono infatti certezze». Con gli strumenti di pianificazione territoriale comunale in scadenza la prossima estate e con la prospettiva dell’attivazione delle clausole di salvaguardia, si produrrebbe pertanto la sospensione di ogni determinazione sulle domande che comportino attività di modifica sull’assetto territoriale.
Esempio pratico: mi serve un parcheggio a servizio di uno stabilimento? Non lo posso fare.
«Con le clausole di salvaguardia – spiega Damiani – si possono fare solo interventi di natura conservativa sul patrimonio esistente, mentre si bloccherebbero le nuove edificazioni. Per evitare questo, la normativa regionale prevede una proroga di tre anni nel caso un Comune abbia già adottato il Piano operativo, cosa che non è ancora avvenuta però a Montecatini».
La città si troverebbe in una specie di terra di mezzo, in quanto il vecchio regolamento era stato elaborato e approvato proprio a cavallo dell’entrata in vigore della nuova legge regionale.
«Montecatini – dice Damiani – potrebbe costituire un caso particolare e fare scuola. Ma dovrebbe essere la Regione a esprimersi e decidere sulla proroga. Se non lo facesse, si tenga conto che un nuovo Piano operativo non si elabora certo in sei mesi, ma ci vorrebbe almeno un anno e mezzo. E mi risulta che il Comune non abbia ancora fatto il bando per l’affidamento dell’incarico».
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