Il dolore
L’eredità di don Guicciardini e la riconoscenza di Montecatini
Leonardo Magnani, presidente del circolo Acli, ripercorre l’attività dell’allievo di don Giulio Facibeni a favore dei bambini e dei senzatetto
IL RICORDO
Leonardo Magnani*
La vita di ogni persona è caratterizzata anche da incontri e frequentazioni che lasciano un segno positivo e indelebile nella sua esistenza. Nel mio caso una di queste persone è stata sicuramente don Corso Guicciardini. Mi è rimasto profondamente come suo insegnamento l’attenzione alla persona e la massima disposizione all’ascolto e all’accoglienza.
In molti che hanno conosciuto don Corso ho sentito risuonare spesso l’apprezzamento di questo tratto fondamentale. Riusciva a stabilire con l’altro un contatto profondo attraverso il quale proponeva, senza mai imporla, la sua profonda esperienza di vita e i suoi convincimenti più saldi. Mi ricordo l’esperienza di don Giulio Facibeni veicolata dalle parole di don Corso. Mi ricordo l’invito costante all’impegno sociale, a “rimboccarsi le maniche e a gettarsi nella mischia”. L’invito costante a resistere anche nei momenti più difficili affidandosi alla Divina Provvidenza. Richiamando le parole del Padre era solito dire: la divina provvidenza ti mette alla prova ma è materna, chiede un impegno incondizionato e sincero ma poi non tarda a tendere la mano e a condurti in porto sicuro. Questo spirito di costante impegno l’avevo percepito in don Corso anche quando da piccolo accompagnavo mio padre che andava e fare, per volontariato, ripetizioni ai bambini ospitati nella struttura montecatinese di Villa Forini Lippi. Si percepiva in don Corso una pienezza dello spirito contagiosa ed aggregante. Questa prima esperienza di Don corso e della sua opera, letta anche con gli occhi di mio padre, mi è rimasta dentro e mi ha motivato da adulto a collaborare azione solidale dell’Opera Madonnina del Grappa. L’opera della Madonnina del Grappa e don Corso hanno contribuito molto alla crescita sociale di Montecatini. È sempre viva nei montecatinesi la memoria di una accoglienza, realizzata secondo criteri pedagogici veramente moderni, degli orfani nella Villa Forini Lippi. I bambini accolti nella struttura erano realmente integrati nel tessuto cittadino e villa Forini Lippi era addirittura un centro di eccellenza e di accoglienza anche per gli altri bambini della città .
Quando la Madonnina ha deciso di differenziare il proprio tipo di impegno nella città lasciando la struttura storica, don Corso favorì la nascita in essa di una scuola dell’infanzia e primaria che porta il nome di don Giulio Facibeni e la costituzione di una bellissima biblioteca cittadina. Ha favorito inoltre anche alla realizzazione del campo sportivo inteso come centro di aggregazione, formazione e crescita giovanile. Più recentemente ha favorito la costituzione di un centro di accoglienza in Montecatini di persone che si trovano in situazione di disagio abitativo e che vedono aprirsi in questa attività della Madonnina percorsi di promozione umana e formazione lavorativa. Grande è la riconoscenza della città verso don Corso che è stato insignito dal Comune di Montecatini della cittadinanza onoraria. —
*presidente del circolo Acli
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