Il dolore
Addio al maestro Cardelli, scopritore di talenti
Oltre a istruire a scuola generazioni di bagnaioli, ha guidato per anni il settore giovanile del Montecatini calcio
Roberto Grazzini
Ponte Buggianese. Con la scomparsa di Bruno Cardelli se ne va una delle ultime e rare figure sul territorio di maestro di scuola, di calcio e di vita. Classe di ferro 1923, ligure della Riviera di Ponente, vicino Imperia, approdò in Valdinievole per amore di Marisa, adorata consorte. Fecero entrambi dell’insegnamento una ragione della loro esistenza mentre creavano una bella famiglia.
Bruno era già allora avanti coi tempi. Persona garbata e gentile, aveva un’apertura mentale a 360 gradi unita a un anticonformismo innato e a quel modo affabile nel saper coinvolgere i bambini nello studio e nello sport. Soprattutto alle scuole elementari Pascoli ma anche nelle altre esperienze lavorative montecatinesi ha forgiato diverse generazioni di bagnaioli, iniziandone la crescita sia dal punto umano che caratteriale, nel fango e nella polvere (a seconda della stagione) del Sussidiario, allora in terra battuta. A seguire, i giovani virgulti termali – molti dei quali giocarono tra i professionisti (vedi Beppe Biagi, Giovanni Giannoni, Massimo Cardelli, Marco Finizzola e compagnia bella) o divennero bandiere del sodalizio biancoceleste – passavano nelle altrettanto abili mani di Silvano “Pozzo” Innocenti, altra leggenda metropolitana. Era l’era memorabile del calcio montecatinese, sul finire degli anni ’80. Ad accompagnare il buon Bruno nel quotidiano, l’inseparabile figlio Claudio, davvero speciale nella sua diversità, dotato di una sensibilità unica e grande amico di tutti, con tanto di “cinque” e abbraccio annesso.
Dopo il Montecatini, il maestro Cardelli si fece apprezzare e benvolere pure nel Via Nova di Osvaldo Romani, che lo ricorda con affetto. Affibbiava soprannomi in quantità industriale quanto azzeccati (tuttora “in vigore”) con la cadenza delle sue parti, mai inquinata dal dialetto valdievolino. Roberto La Penna, responsabile della scuola calcio del Borgo a Buggiano, per gli amici era ed è semplicemente Cruyff.
Da anni viveva ritirato nella sua abitazione nel Vione, circondato dall’affetto dei propri cari, dove è spirato serenamente domenica notte. Ieri mattina si è tenuta la cerimonia funebre nella Chiesa di Ponte Puggianese. A piangerlo (oltre alla moglie Marisa e a Claudio, le figlie Claudia e Roberta e i parenti) quei ragazzi di un’epoca spensierata e allo stesso tempo formativa che hanno perso un secondo padre. –
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