Il Tirreno

Montecatini

DOPO I FATTI DI WASHINGTON 

L’assessora su Facebook fa infuriare la Lega

L.S.

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Monsummano. In un post su Facebook (poi rimosso dopo qualche ora) ha paragonato il gruppo di delinquenti che ha assaltato il Campidoglio a Washington ai militanti di Pontida della Lega. Affiancando la foto simbolo della sommossa negli Usa – che ritrae Jake Angeli Chansley a petto nudo, con il volto dipinto e una finta pelle di bisonte cornuto sulla testa – a quella di un leghista (in primo piano si vede il simbolo del partito) con un copricapo da vichingo. Protagonista della vicenda è stata la vicesindaca di Monsummano Elena Sinimberghi, che ha scritto sul social: «Italiani sempre tra genio (poco) e follia. Lo sciamano a capo della rivolta non poteva che avere origini italiane, la cosa positiva che in patria i suoi simili non girano a petto nudo».

Insorgono Simone Ciervo e Luciana Bartolini, consigliere comunale e consigliera regionale della Lega, che chiedono le scuse di Sinimberghi.

«La signora si è preoccupata solamente di contrapporre come similitudine tra il manifestante vestito da sciamano, che pare abbia un cognome da italiano, con un partecipante della riunione di Pontida della Lega, preoccupandosi che si vedesse l'appartenenza al partito – scrivono – queste sciocchezze sono inammissibili da chi ricopre un ruolo istituzionale di alto livello quale il suo. Ci chiediamo come si faccia a credere attendibile nel ricoprire un incarico così importante chi, in un momento così delicato per la democrazia, e a fronte della perdita di vite umane, ha come unico obbiettivo denigrare la Lega».

L.S.

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