Sicurezza
Il raddoppio ferroviario che non c’è «Adesso o il ponte oppure a raso»
Il sindaco Baroncini fa il punto della situazione sull’opera ancora ferma allo studio di fattibilità
Montecatini. «Adesso c’è da scegliere tra un “ponte” di metallo che passa sopra i tetti delle case in centro città e un passaggio a raso con sottopassi e cavalcavia che potrebbe avere un impatto più sostenibile». Lo dice il sindaco Luca Baroncini dopo l'intervento del comitato “Montecatiniunasola”, che a due anni dall'insediamento dell'attuale giunta comunale ha chiesto lumi sul progetto del secondo lotto del raddoppio della ferrovia, quello da 200 milioni di euro tra Montecatini e Lucca.
Un'opera che doveva iniziare nel 2017 e concludersi lo scorso anno. E invece oggi è ferma allo studio di fattibilità. «Il raddoppio è confermato, adesso il progetto è all'esame del Consiglio dei lavori pubblici a Roma», afferma Marco Niccolai, consigliere regionale Pd. Ma Baroncini lo smentisce subito: «Sul tema raddoppio, sembra esserci un congelamento per la parte da Montecatini verso ovest che non dipende da scelte comunali ovviamente».
Resta la questione del superamento dei passaggi a livello, “evitando muri”. Soluzione che anche il comitato vuole scongiurare, rilanciando la sua proposta di realizzare in sopraelevata gli 800 metri a binario unico tra la stazione di piazza Italia e la zona dello stadio. «Stiamo approfondendo questi passaggi che non si risolvono in tre riunioni – aggiunge il sindaco – a breve incontrerò nuovamente Rfi per fare il punto e relazionerò sugli esiti».
Il primo cittadino spiega di aver avuto diversi incontri con Rete ferroviaria italiana, «coinvolgendo in maniera ancora più ampia i rapporti tra città e Rfi», sul tavolo anche l'utilizzo dei due scali ferroviari (“Montecatininunasola” ha proposto la trasformazione della stazione piccola in una “porta della città”, con servizi turistici e anche il presidio della polizia municipale).
Va avanti Baroncini: «L’impatto di una sopraelevata sembra essere devastante per il paesaggio, questo ci ha portato a valutare anche altre soluzioni che sono in evoluzione. Quelle ideali sarebbero state l’interramento (per cui all'epoca della giunta Severi c'era condivisione del ministero dei trasporti e di cui si sono inspiegabilmente perse le tracce con l’amministrazione Bellandi) e la deviazione: non aver insistito negli anni passati su queste due soluzioni che sarebbero state le migliori è stato un errore grave, perché aver accettato passivamente tutto il lotto 1 (tra Pistoia e Montecatini, ndc) di fatto ha reso non più percorribili quelle due possibilità».
Luca Signorini
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