Sicurezza
Giurlani sospeso da sindaco per 18 mesi Al suo posto subentra la vice Guja Guidi
Prima della notifica della decisione aveva fatto una diretta Facebook in cui affermava l’intenzione di presentare ricorso
Maria Salerno
PESCIA. Oreste Giurlani è stato sospeso dalla carica di sindaco del Comune di Pescia per 18 mesi. Il provvedimento, adottato nel pomeriggio di ieri dal prefetto di Pistoia, Gerlando Iorio, è stato subito notificato ai consiglieri dal segretario comunale. La sospensione di Giurlani arriva come conseguenza della sentenza di condanna a 6 anni e 7 mesi di reclusione, emessa nella giornata dI fiovedì dal Tribunale di Firenze, per i reati di peculato e abuso di ufficio. Il processo in cui era imputato risale agli anni in cui Giurlani era presidente di Uncem Toscana (l’Unione delle Comunità Montane), nel periodo compreso tra il 2012 e il 2016.
È stata, inoltre, disposta nei confronti di Giurlani anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, la confisca di beni per un valore di 580mila euro e la trasmissione della sentenza al prefetto di Pistoia, affinché fosse valutata un’eventuale sospensione dall’incarico di sindaco. E la sospensione non si è fatta attendere: è arrivata già nel pomeriggio di ieri, con effetto immediato.
Adesso è la vicesindaca Guja Guidi a prendere in carico l’amministrazione, ma in tanti già si chiedono: fino a quando? Sono diversi, infatti, gli scenari che potrebbero aprirsi dopo la sospensione. Guja Guidi potrebbe svolgere le funzioni di sindaco reggente fino al termine della legislatura, a meno che non arrivi un commissario prefettizio per effetto dello scioglimento del consiglio comunale o il sindaco Oreste Giurlani (che già prima del provvedimento di sospensione annunciava che avrebbe presentato ricorso) venga reintegrato (qualora lo stesso ricorso fosse accolto dal tribunale). L’ipotesi di scioglimento e conseguente nomina di un commissario prefettizio si avrebbe nel caso di dimissioni della giunta o della maggioranza dei consiglieri comunali, o del sindaco sospeso. Ipotesi quest’ultima da scartare viste le dichiarate intenzioni di Giurlani, prima ancora che il provvedimento fosse emanato.
Già poche ore dopo la lettura della sentenza, il primo cittadino affidava alla sua forma di comunicazione preferita, quella video su Facebook, le sue considerazioni e i suoi propositi futuri. «Purtroppo non è andato bene il primo grado, ma mi preparo per l’appello perché penso di essere innocente. Credo nella giustizia perché la giustizia italiana funziona, continuerò a fare il mio lavoro di sindaco e se verrò sospeso farò ricorso per essere reintegrato. Io per la gente ci sono a prescindere, quindi continuate a chiamarmi, sono sempre a disposizione e aiuterò sempre tutti i miei cittadini» .
La diretta la fa da casa Giurlani, in compagnia dei suoi gatti, anziché dal Palazzo comunale, dove non ha messo piede per tutta la giornata di ieri. Difficile dissimulare l’amarezza e la delusione della giornata, sebbene consapevole del senso di «andare avanti a governare con una spada di Damocle sulla testa», ha detto, sottolineando al contempo di poter contare sulla giunta e sui suoi fidati consiglieri. Oltre che sull’affetto della gente, che ringrazia per l’affetto dimostrato. Non ha voluto entrare nel merito della sentenza ma ha ribadito il proposito di fare ricorso nei confronti di un provvedimento di sospensione (che allora non era ancora arrivato). Perché la «legge Severino è incostituzionale», ha affermato, citando esempi di sindaci illustri come quello di Napoli o di Catania che lo hanno fatto prima di lui.
La diretta, come da consuetudine, è stata dedicata però agli aggiornamenti sulle problematiche cittadine: dai problemi relativi all’interruzione della fornitura dell’elettricità alla situazione neve, ai contagi Covid. Quasi a sottolineare che Oreste Giurlani non ha rinunciato a fare il sindaco nemmeno un giorno, nonostante quel giorno fosse quello della sua condanna in primo grado, tanto da anteporre le esigenze dei propri cittadini alle telefonate dei giornalisti. Alle quali non ha risposto – ha detto – proprio perché «la cosa principale è aiutare la gente, piuttosto che stare dietro ad altre questioni». Fare questo da oggi sarà un problema per il sindaco sospeso... dall’incarico di sindaco. –
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