Toscana
È in politica da quasi 30 anni ora si dice «lontano dai partiti»
Nonostante l’arresto del 2017 l’anno successivo Giurlani si ricandida sostenuto da cinque liste civiche e viene rieletto primo cittadino
PESCIA. Andatura dinoccolata, sguardo sfuggente, giacca blu e camicia bianca rigorosamente fuori dai jeans. Si presenta così Oreste Giurlani, 56 anni di cui 28 dedicati alla politica. Stringe molte mani (così almeno prima dell’era Covid), taglia tutti i nastri, presenzia sagre paesane, manifestazioni ed eventi. E documenta tutto su Facebook, con maniacale assiduità.
La sua lunga carriera politica inizia nel 1993, quando viene eletto consigliere comunale a Pescia nella lista del Pds. In contemporanea, dal 1997 al 2000, fa anche l’assessore della Comunità montana dell’Appennino Pistoiese.
I suoi rapporti con Uncem Toscana iniziano in quel periodo: dal 1999 al 2002 riveste il ruolo di coordinatore, poi diventa vicepresidente (fino al 2005) e infine presidente. Nello stesso periodo riveste i ruoli di vicepresidente della Comunità della Media Valle del Serchio, consigliere della Comunità Parco delle Apuane e vicesindaco di Fabbriche di Vallico, un piccolo centro della Garfagnana in cui, nel 2004, si candida a sindaco e vince. Sarà riconfermato con la percentuale “bulgara” di oltre l’80% nel 2009. Infine, nel 2014, guiderà la fusione con Vergemoli da cui nascerà Fabbriche di Vergemoli.
Giurlani è vicino anche al mondo cattolico e sociale: dal 1993 al 2012 è presidente della Croce rossa di Pescia. Sempre nel 2014 si candida sindaco a Pescia, la sua città, dove viene eletto con la coalizione Partito democratico, lista civica Pescia è di Tutti, Partito socialista italiano, Rifondazione comunista, Sinistra Ecologia e Libertà-Italia dei Valori. L’esperienza si interrompe bruscamente il 1° giugno 2017, quando viene arrestato dalla guardia di finanza di Firenze con l’ipotesi di reato di peculato. Il fatto contestato riguarda il periodo in cui era presidente della delegazione Toscana di Uncem (dell’Uncem è anche vicepresidente nazionale). Nonostante la comunità pesciatina sia rimasta per mesi sotto choc alla notizia degli arresti domiciliari del suo sindaco, nel 2018 Giurlani si ricandida e vince grazie al sostegno di ben 5 liste civiche (Avanti Tutta Pescia, Giovani con Giurlani, Insieme per Pescia, Pescia Solidale, Vivi Pescia) e una campagna elettorale tutta centrata sulla presa di distanza dai partiti, in primis dal Pd, che lo ha sfiduciato e sospeso.
Tra gli slogan che lo riconfermano sindaco della città dei fiori: «Lontano dai partiti, vicino ai cittadini». E questa è la cifra distintiva del suo mandato e il suo stile amministrativo: il sindaco di tutti, il sindaco in mezzo alla gente.
Sostenitori e detrattori, in ugual modo, sul suo conto sono pronti a sostenere: «magari è davvero colpevole di quanto è stato accusato, ma è un sindaco presente, come nessun altro lo è stato prima di lui. Ama la sua comunità» . –
Maria Salerno
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