Sicurezza
Ci sono le vacanze niente pannoloni per la madre inferma
La figlia denuncia il tono scortese del centralinista l’Asl chiede scusa e promette la consegna per domani
Simona Peselli
PIEVE A NIEVOLE. «Se i pannoloni sono finiti deve arrangiarsi, perché questo è un servizio gratuito e c’è poco da lamentarsi». La signora cinquantenne (di cui non scriviamo il nome per salvaguardare la privacy della madre), di Pieve a Nievole, non crede alle sue orecchie. Sono trascorsi i tre mesi dall’ultima consegna di pannoloni e telini per la sua mamma di 82 anni, che giace inferma in un letto, accudita proprio da lei che ha lavorato come assistente agli anziani per anni ed è diventata un’esperta in materia. Adesso le sue giornate e le nottate sono dedicate interamente alla cura della madre. Già fa i salti mortali per tenerla all’asciutto, dal momento che la donna inferma deve accontentarsi di una fornitura giornaliera di tre cambi per ventiquattr’ore. Il resto va comprato.
Controlla ancora il calendario e no, non si sta sbagliando, il suo calcolo è esatto: ha diritto alla nuova fornitura. Ma nessuno si è fatto vivo. Siamo nel pieno delle festività natalizie e in lockdown, ma in quella casa di Pieve l’emergenza è un’altra. C’è una signora anziana che ha necessità di pannoloni. Che stanno per terminare e la figlia da giorni tenta di contattare il numero verde messo a disposizione dal call center dell’azienda Asl. Musichetta, «attendere prego». Passano i minuti, cade la linea più volte.
E quando finalmente l’operatore risponde (come confermerà anche l’azienda sanitaria Ausl Toscana Centro dopo una rapida indagine interna, seguita alla richiesta di informazioni da parte del Tirreno) nasce un diverbio fra la signora e il centralinista. «Quando finalmente mi hanno risposto – ricorda la donna – mi hanno anche ribadito che dal 24 al 6 gennaio loro vanno in ferie e che le ferie sono un sacrosanto diritto di tutti. Allora, dico io: potevano consegnare prima».
«Il 28 dicembre la figlia dell’assistita – recita la nota Asl – ha chiamato il nostro servizio di call center per avere informazioni in merito alla prossima data di consegna. L’operatore si è attivato per far effettuare con urgenza la consegna, ma non ha saputo gestire al meglio la situazione. Così abbiamo contattato personalmente la signora per scusarci a nome dell’azienda per quanto accaduto, in particolare per le parole irrispettose e superficiali dell’operatore del nostro servizio di call center, nei confronti del quale stiamo prendendo provvedimenti. Comportamenti similari non sono per noi tollerabili e quindi, grazie alla segnalazione, abbiamo opportunamente redarguito l’operatore».
Non solo tante scuse per la signora e la sua mamma, ma soprattutto la rassicurazione che l’8 gennaio le verrà consegnato il materiale necessario.
«Ho deciso di denunciare pubblicamente questa disavventura – spiega la donna – non tanto per la mia situazione (alla fine ho ottenuto ciò che mi serviva) ma in nome di tutti gli anziani soli, o le persone fragili, che non hanno qualcuno che combatta per loro. Gli anziani sono una fascia debole e per questo vanno protetti e rispettati». –
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