Proteste
Raddoppio della ferrovia: due anni di silenzio
Il comitato “Montecatiniunasola” ritorna a proporre il progetto della sopraelevata e sollecita la giunta a intervenire
Luca Signorini
MONTECATINI. L’unica certezza, di questi tempi, è che i lavori per il raddoppio della ferrovia tra Pistoia e Montecatini non saranno conclusi prima del 2022, dunque con almeno due anni di ritardo. Per il resto non ci sono che dubbi. Per esempio sembra finito in una bolla di sapone il progetto per il secondo lotto del raddoppio, quello da 200 milioni di euro tra Montecatini e Lucca.
E pensare che l’opera doveva iniziare nel 2017 e concludersi lo scorso anno. E invece l’annuncio si è arenato allo studio di fattibilità. Dello stato dell’arte ne è consapevole il comitato “Montecatiniunasola”, che dal 2015 si batte per l’attraversamento in sopraelevata della città, 800 metri a binario unico tra la stazione di piazza Italia e la zona dello stadio.
È noto il dissenso contro la costruzione di “muri” al posto dei passaggi a livello che verranno eliminati. Il problema è che il raddoppio tra Montecatini e Lucca è finito nel dimenticatoio. «Siamo all’inizio del 2021, quasi due anni dall’insediamento del sindaco Baroncini, e crediamo sia venuto il momento di sapere a che punto sono le trattative con Rfi, se ci sono state, ed eventualmente in che direzione sono indirizzate», scrive “Montecatiniunasola”.
Prosegue: «Sappiamo tutti che l’eliminazione dei passaggi a livello senza un progetto unitario e una visione complessiva dell’assetto della mobilità, sarà la morte di qualsiasi possibilità da parte del Comune di essere soggetto attivo nella progettazione dell’attraversamento urbano, e quindi verrà meno la possibilità di dire la nostra sul futuro della città».
Il comitato paragona poi il faraonico progetto da 1,7 miliardi di euro della società Guild Living – interessata a rilevare gran parte del patrimonio termale (e a realizzare un migliaio di appartamenti) – che nessuno si è sognato di contestare, con chi fin dall’inizio ha osteggiato il progetto del binario sopraelevato. «C’è qualcuno che ha a cuore la nostra città quando di fronte a una colata di cemento di queste proporzioni non ci sono reazioni,né proteste? Dove sono finiti i paladini della difesa dell’ambiente contro le brutture architettoniche?». Quindi una domanda alla giunta: «Quale idea di città e di sviluppo vuole?».
A questo punto “Montecatiniunasola” ribadisce la sua idea progettuale evidenziandone i punti essenziali: l’integrazione del parco di via Cividale con piazza Gramsci e l’ex Lazzi, creando un “corridoio verde”; la trasformazione della stazione piccola in una “porta della città”, con servizi turistici e informativi e il presidio della polizia municipale; la realizzazione di una pista ciclo-pedonale in direzione est-ovest di collegamento con la stazione centro, appunto il “corridoio verde”; il reperimento di nuove aree di parcheggio e mercatali. «Ci auguriamo che il sindaco lavori a questa soluzione che rappresenta l’unica opportunità per la rinascita di una città in preda al degrado urbano e sociale». –
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