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Montecatini

Luca Sostegni patteggia la pena e ora diventerà il testimone chiave

Massimo Donati
Luca Sostegni patteggia la pena e ora diventerà il testimone chiave

L’ex commerciante di Montecatini: «Non so se i soldi dell’affare Lombardia film commission sono finiti alla Lega»

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Massimo Donati

MONTECATINI. Ha patteggiato quattro anni e dieci mesi di carcere davanti al gip del tribunale di Milano Luca Sostegni, 62 anni, di Montecatini, considerato prestanome di Michele Scillieri, il commercialista (nello studio del quale, in via delle Stelline a Milano, è stata registrata la Lega per Salvini Premier) considerato il vero architetto del presunto “sistema” che serviva a far arrivare fondi sui conti del Carroccio. Accusato di peculato ed estorsione nell’ambito dell’inchiesta sulla Lombardia film commission – parallela a quella su presunti fondi neri per la Lega – Sostegni, che ha sempre collaborato con gli inquirenti, potrà diventare adesso un teste chiave nel processo contro gli altri indagati, per i quali la procura ha chiesto il rito immediato.

«Può darsi, io non lo escludo, però non posso neanche... Mi piace parlare delle cose che so, io non li ho visti quei soldi. Mi sono sentito usato in un gioco molto più grande di me, ora altri dovranno chiarire» ha detto mertedì 5 gennaio all’uscita dal tribunale rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto se la Lega è coinvolta in questa vicenda e se c’è la possibilità che parte dei soldi dell’affare Lfc siano finiti al partito: «Dei soldi alla Lega per la campagna elettorale se ne parlava in maniera scherzosa (con Scillieri, ndr) e se fosse una verità solo lui può saperlo, io non me la sento di dare certezza».

«Ritengo di averne avute di responsabilità – ha aggiunto – ma penso di averne avute marginalmente, anche perché chi se ne è approfittato maggiormente sono stati Di Rubba e Manzoni, lo si sa benissimo. Fra i tre Scillieri è stato sicuramente il più onesto. Io andavo a chiedere a Scillieri 100 euro per tornare in Toscana, e poi ho saputo che avevo un milione e mezzo di euro intestati a me in Svizzera: non sapevo che quei soldi erano su un mio conto».

Per ottenere il patteggiamento – grazie al quale potrà evitare di scontare la pena in carcere – il 62enne ex commerciante montecatinese ha dovuto risarcire 20.000 euro: la restituzione del profitto costituisce condizione di ammissibilità per i reati contro la pubblica amministrazione, quali il peculato. E sotto questo aspetto è stato prezioso l’aiuto avuto dagli dagli amici di Montecatini, che, attraverso una colletta organizzata da uno di loro – Guglielmo Parlanti, edicolante della Querceta – hanno raccolto circa 5.000 euro.

Sostegni era stato il primo tra gli indagati ad essere arrestato dalla guardia di finanza a metà luglio, nell’ambito dell’inchiesta Lombardia film commission condotta dai pm Eugenio Fusco (procuratore aggiunto) e Stefano Civardi. Ed è considerato una delle “teste di paglia” adoperate dal trio composto da Scillieri, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni (questi ultimi, i due revisori della Lega al Parlamento) per le operazioni sospette. Oltre ai tre professionisti, ai domiciliari sono finiti anche l’imprenditore Francesco Barachetti e il cognato di Scillieri, Fabio Barbarossa.

Secondo gli inquirenti, come si legge negli atti, l’intera operazione immobiliare che ha portato la Lombardia film commission, tra il 2017 e il 2018, a comprare per 800mila euro un capannone a Cormano, nel Milanese, “in pessimo stato” è stata “congegnata dagli indagati”, tra cui Di Rubba e Manzoni, solo per “impossessarsi e spartirsi il finanziamento di un milione di euro stanziato dalla Regione Lombardia a favore dell’ente pubblico”.

Sostegni, per ottenere il compenso concordato di 50.000 euro, aveva minacciato i commercialisti vicini al Carroccio di rivelare alla stampa i dettagli di tutte le operazioni a cui avrebbe partecipato. Ed era riuscito ad ottenere solo 20.000 euro: la cifra da lui versata per il patteggiamento e ora confiscata.

Nel frattempo, la procura è pronta a chiedere il processo con rito immediato (si salta l’udienza preliminare) per gli altri cinque arrestati, mentre va avanti il filone di indagine su presunti fondi neri raccolti dai contabili per la Lega. Filone nel quale anche Scillieri sta collaborando con i pm e ha raccontato, ad esempio, di un “sistema” di “retrocessioni” di soldi al partito.

Processo nel quale Sostegni potrebbe essere il testimone chiave. «Di questo – spiega – ne parleremo con l’avvocato e vedremo quale sarà la migliore strategia». —

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