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Montecatini

operazione lampo dei carabinieri 

Chiede aiuto ai carabinieri e finisce in manette

Massimo Donati

Giovane spacciatore arrestato insieme al proprio fornitore che lo aveva minacciato per 300 grammi di droga non pagati

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Massimo Donati

Monsummano. Quei soldi, con cui avrebbe dovuto pagare la droga in gran parte già spacciata, li aveva ormai spesi quasi tutti, per l’affitto di casa e per comprarsi qualche capo d’abbigliamento. Per cui, quando il suo fornitore ha iniziato a tempestarlo di telefonate e a minacciarlo perché voleva entro sera quel che gli spettava, il giovane, impaurito, è andato a chiedere aiuto ai carabinieri. Finendo per denunciare, oltre che lo spacciatore, anche se stesso. E come lui, ritrovarsi in manette.

Ad essere arrestati dai carabinieri di Monsummano per il detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, Manuel Donati, 20 anni, e il suo fornitore, Marco Di Benedetto, 33, che, tra l’altro, si trovava già agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico per lo stesso tipo di reato. Al primo è stata contestata la detenzione di 124 grammi di marijuana trovati nella sua abitazione durante la perquisizione scattata subito dopo la deposizione in caserma. In casa del secondo, invece, sono stati scoperti 825 pasticche di ecstasy, cinque involucri con polvere di Mdma, una dose di cocaina, due tocchi di hashish e mezzo grammo di marijuana. Nascosti sotto un tavolo della corte esterna, inoltre, i carabinieri hanno trovato due giovani, uno dei quali con cinque grammi e mezzo di hashish appena acquistata da lui.

Su richiesta della pm di turno in procura, Chiara Contesini, il gip del tribunale, Luca Gaspari, ha convalidato l’arresto di entrambi, applicando a Donati la misura cautelare degli arresti domiciliari e a Di Benedetto quella della custodia in carcere, ritenendola l’unica in grado di evitare la reiterazione del reato, visto che – come risulterebbe dalle accuse – i domiciliari a cui era già sottoposto non gli avevano impedito di continuare a spacciare.

Quando il 28 dicembre Manuel Donati si è presentato dai carabinieri, ha raccontato loro che quattro o cinque mesi prima aveva iniziato a spacciare marijuana per conto del Di Benedetto: circa duemila ero di droga alla volta, da cui ricavare altrettanto da mettersi in tasca. L’ultima fornitura era andato a prenderla a casa del fornitore il giorno di Natale: 300 grammi, con l’accordo di pagare i 1.600 euro di corrispettivo entro il 28, non appena ne avesse rivenduti a sufficienza. Soltanto che quei soldi li aveva sì incassati ma anche spesi: 400 per aiutare la madre a pagare l’affitto di casa e poco meno di un migliaio per indumenti e scarpe. Così, quando Di Benedetto, già dal 27, aveva iniziato a telefonargli perché voleva essere pagato, è andato nel panico. Andando dritto dai carabinieri quando, il giorno successivo, il fornitore aveva minacciato di mandargli dei suoi amici a casa per incassare.

Di Benedetto ha negato di conoscere Manuel Donati, sostenendo che la droga che gli avevano trovato in casa ce l’aveva da circa un anno e che era per uso personale: l’ecstasy, in particolare, per quando andava a ballare. —

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