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Montecatini

centro nuoto al contrattacco 

«Piscina, perché il Comune ha tutto questo interesse a cambiare il gestore?»

«Piscina, perché il Comune ha tutto questo interesse a cambiare il gestore?»

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MONTECATINI. Piscina comunale: il presidente del Centro nuoto Montecatini, Henryk Krawczyk, che la gestisce, va al contrattaco del Comune di Montecatini. «Ci domandiamo – esordisce – se su altri beni comunali esiste tutto questo interesse contrattuale; e se su beni oggetto, anche recente, di chiusure e contenziosi legali si sia poi proceduto al recupero delle somme dovute dalla parte soccombente. Perché sembra quasi che in tutta la città i soldi pubblici rilevanti siano quelli mai dati al Centro nuoto Montecatini. Che, al contrario, ha investito davvero somme importanti».

«Ad oggi – prosegue il presidente – non abbiamo mai perso una causa contro il Comune, né giudizi pendenti in tema di lavoro. Onestamente non comprendiamo tutta questa attenzione alla necessità di un nuovo gestore e alla legalità. Non perché non sia tematica meritoria, ma perché solo con dei pareri sulla vicenda da parte degli uffici interni e di un consulente esterno nominato dall’amministrazione stessa, si fatica a capire perché non venga generato un atto amministrativo conclusivo. Il Comune non ha mai dato un solo euro al centro nuoto Montecatini dal 2009 ad oggi».

Henryk Krawczyk rilveva che «è molto diverso erogare soldi pubblici rispetto ad essere fideiussori su un bene, di cui si è gli unici proprietari, per un mutuo in carico al Centro nuoto Montecatini relativo alla realizzazione di opere che sono e restano di proprietà comunale. La fideiussione riguarda la possibilità di accedere a un mutuo per opere mai offerte in sede di gara, e richieste dal Comune. A tal proposito per la realizzazione di dette opere (che sono concluse e certificate) è stata concessa la fideiussione attraverso la quale è stato acceso un mutuo».

Non piacciono poi alcuni riferimenti riguardo a una moratoria di 30 mesi che è stata concessa sul predetto mutuo alla fine del 2018. «A seguito degli eventi meteorologici del 5 marzo 2015 – spiega – è stato dichiarato dal Consiglio dei ministri uno stato di emergenza per alcune province toscane tra cui Pistoia. Non abbiamo seguito integralmente la diretta streaming dell’ultimo consiglio comunale e pertanto non possiamo esprimere giudizi, fino a che i nostri legali, già attivati anche per il pregresso, non avranno accesso ai verbali della seduta. Ma anche su questo punto consigliamo molta prudenza nel riferire di fatti e circostanze che potrebbero risultare molto differenti da quel che si ritiene, senza avere la completezza di informazioni necessaria per esprimere un giudizio ponderato e soprattutto sereno nei toni e nei modi».

«Il ruolo che rivestiamo – conclude il presidente – richiede un’adeguata serenità e trasparenza e una postura propria della figura di concessionario pubblico. Da sempre abbiamo messo a disposizione ogni documentazione richiesta e ci aspettiamo anche un equo rispetto da parte dell’amministrazione comunale. Siamo certo che nella miriade di comunicazioni intercorse con plurimi uffici alcune siano difficili da ritrovare per la controparte, soprattutto per la frammentazione nelle varie area di competenza, ma ciò non giustifica a nostro avviso il fatto che si possa parlare di fatti e circostanze (per cui esiste documentazione probatoria in archivio comunale) liberamente, usando certe terminologie invasive. Esiste un danno diretto e uno indiretto che scaturisce dal peso di talune informazioni e non possiamo più tollerare tutto questo. Prima di aprire una nuova polemica consigliamo di chiedere, laddove non si ha la completezza documentale, e saremo come è sempre stato, disponibili a fornire chiarimenti». –

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