Italia
Addio a Lauro Landini, “re delle Panteraie”
Fu uno dei protagonisti della “Montecatini by night” ai tempi della dolce vita
David Meccoli
MONTECATINI. È stato forse il prototipo del “montecatinese tipo” degli anni della bella vita: quelli della città al suo massimo splendore, dei locali che attiravano la “bella gente” da tutta la Toscana (ma anche dal resto d’Italia), dei turisti e del jet set internazionale. E lui, di quel periodo, è stato un protagonista assoluto. A 76 anni è morto, domenica scorsa dopo una lunga malattia, Lauro Landini o, come lo conoscevano in tanti, il “Biondo”, per via di quella sua folta e chiara capigliatura che per tanti anni ha fatto perdere la testa a più di una ragazza.
Figlio di una zona sud che non ha mai tradito (negli ultimi tempi viveva in fondo a via dello Zizzolo), Lauro ha sempre svolto lavoretti saltuari, ma pur essendo benestante di famiglia (dalla quale aveva ereditato immobili e terreni) non disdegnava di saltare a torso nudo su un trattore per arare e coltivare la “sua” terra. Ma il Biondo era conosciuto soprattutto in tutto l’ambiente dei locali, dei bar e delle discoteche. Era un “animale notturno”, soprannominato anche “il re delle Panteraie”, ospite fisso del Kursaal, del Biondi, del Keruba e del Gambrinus (solo per restare nei paraggi).
«Con Lauro ci conoscevamo fin da quando eravamo adolescenti – racconta uno dei suoi tanti amici, Gianfranco Sandrelli – e a quei tempi eravamo proprio un bel gruppo: ci chiamavano i vitelloni per la vita allegra e spensierata che facevamo. Ricordo che una volta vennero anche dei giornalisti di una rivista nazionale a intervistarci: ovviamente davanti al bar Biondi». Naturale che un “tipo” così non si sia mai sposato, restando “fedele” al suo essere scapolo.
«Lauro era un caro amico, veniva a vedermi cantare e passavamo al caffè Biondi le serate a parlare. Sempre gentile, ironico, ma mai indiscreto», ricorda Rossella Boni.
Su di lui circolano da anni leggende più o meno confermate che si rincorrono anche nei messaggi di cordoglio pubblicati su Facebook. C’è chi dice che una volta sia comparso su un fotoromanzo, o che da piccolo sia stato il protagonista di una pubblicità di “Orzo Bimbo”. E nessuno troverebbe da ridire se fosse stato davvero lui. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
