Toscana
Produttori di fiori, gli affari in calo di 6 milioni e mezzo
Al Mefit di Pescia quasi 200 operatori in meno presenti alle contrattazioni Il Comune ha chiesto di inserire il Mercato nei progetti del Recovery Fund
Pescia
Il Mefit barcamenandosi è comunque resistito all'impatto di questa stagione nera, che da marzo ha fatto danni ovunque e non è ancora finita. Sulle spalle grava sempre un debito di circa 350.000 euro, contratto nel biennio 2014/2015 e da sanare entro il 2024. Il bilancio dei mesi Covid (al 31 ottobre) certo non sorride, ma la riduzione del 10% (dal milione di euro del 2019 ai 900.000 del 2020) è sopportabile.
«Abbiamo sicuramente avuto una riduzione delle spese fisse, come elettricità, acqua e alcuni servizi in appalto – spiega Gianluca Incerpi, direttore dell'azienda speciale Mercato dei fiori di Pescia – e anche con il riconoscimento di 40.000 euro in rimborsi agli operatori su ingressi, parcheggi e spazi vendita sulla platea, registriamo un attivo in bilancio di circa 30.000 euro, che utilizziamo per coprire il debito».
Più che il Mefit, sono le aziende e i produttori della filiera florovivaistica ad aver subito un duro colpo come conseguenza della pandemia, con perdite comprese tra il 25 e il 40%. Il giro d'affari intorno al Mercato ha visto un calo di 6 milioni e mezzo di euro, quasi 200 gli operatori in meno presenti alle contrattazioni (da oltre 610 a 441). Due mesi di blocco totale tra marzo e aprile (in fumo in questo periodo più o meno 4 milioni di euro), e balbettii già avvertiti per la Festa della Donna (8 marzo), con le vendite che sono andate meno bene del solito. Con la Festa della Mamma (10 maggio) un buon rimbalzo in avanti per un settore che è tornato a respirare. È durata poco. Di nuovo un calo subito dopo, quantificato in un 30/40% (nell'ordine di 1 milione e 300.000 euro in meno), con ripercussioni nei mesi estivi fino ad ottobre (il 10% in media di riduzione).
«Adesso ci prepariamo per il Natale, con produzioni come agrifoglio e pungitopo, ma se soprattutto le regioni del nord restano in Zona Rossa sarebbe preoccupante per il nostro settore», dice Incerpi.
Aggiunge Antonio Grassotti, amministratore unico del Mefit: «Quando sembrava andassimo verso una ripresa, siamo ripiombati nella seconda ondata e nelle nuove chiusure. Siamo riusciti a fare il periodo dei Santi e dei Morti (1° e 2 novembre, nda) anche se non in maniera brillante come gli anni passati, la filiera si trova da mesi in una situazione disastrosa con mercati chiusi e completa assenza di cerimonie, tra l'altro molte aziende hanno anche bloccato la produzione per timore di accrescere l'invenduto. E tutto questo si ripercuote sul Mercato di Pescia».
C'è qualche scenario che si apre per il futuro, l'incertezza resta. Afferma Incerpi: «Il Comune ha chiesto di inserire il Mefit nei progetti da presentare per l'assegnazione dei fondi europei del Recovery Fund, perché come azienda speciale non abbiamo accesso ad alcuna forma di finanziamento pubblico, lavoriamo quindi solo con il nostro bilancio».
Così Grassotti: «Per far riprendere il settore florovivaistico, la Regione dovrebbe avviare un'azione di rilancio coinvolgendo i giovani e investendo su tecnologie e tecniche di produzione, in particolare sulla coltivazione biologica di alcune specie che possano caratterizzare un territorio, come quello di Pescia». —
Luca Signorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
