Finanza
Padule, a rischio di chiusura il Centro di documentazione
5 Stelle e Italia Nostra lanciano l’allarme dato che il Comune di Montecatini sta per uscire dalla onlus risparmiando i 1.500 euro di quota annuale
montecatini
A ogni piè sospinto (cioè ogni fine dell’anno) il tema si ripropone, con contorni simili. Con il 2020 ci risiamo. Il Centro di ricerca e documentazione del Padule di Fucecchio adesso rischia davvero la chiusura. L’associazione Onlus – che si occupa della tutela della biodiversità, delle visite e della promozione dell’area umida e gestisce il Centro visite di Castelmartini e l’Osservatorio delle Morette sul territorio di Larciano – ha il contratto in scadenza il 31 dicembre, e pare di capire che non verrà rinnovato per l’anno venturo. L’allarme, che è nell’aria da tempo, lo lanciano adesso il Movimento 5 Stelle e l’associazione ambientalista Italia Nostra, chiamando a raccolta «chi ha a cuore l’ambiente in questa battaglia», e invitando «a non abbassare la guardia nella difesa del complesso di grande valore paesaggistico e ambientale rappresentato dal Padule di Fucecchio, dal Montalbano e zone limitrofe, dal circondario Empolese-Valdelsa».
La molla per simili prese di posizione scatta dalla decisione che sembra imminente del Comune di Montecatini, persuaso dal ritirare la sua partecipazione come socio della Onlus (nella quale è entrato nel 2014), risparmiando i 1.500 euro di quota annuale.
«Senza il sostegno istituzionale e d’immagine di Montecatini il Centro chiuderà e con esso anche le visite guidate, quelle scolastiche, gli studi scientifici, la salvaguardia e il ripopolamento del Padule, la promozione – scrive Simone Magnani dei 5 Stelle – Mi sono subito attivato per cercare di evitarlo. Ho aperto un canale di dialogo con la maggioranza per sensibilizzare i consiglieri a una scelta maggiormente ponderata. Il Centro di ricerca e il Padule stesso possono essere un asset importante per il rilancio di un nuovo turismo, quello all’aperto e naturalistico, che gli esperti ci dicono essere il primo a ripartire dopo la pandemia».
Italia Nostra si rivolge direttamente al sindaco Luca Baroncini: «Il Comune di Montecatini finora ha proficuamente condiviso con il Centro gli interventi di promozione e valorizzazione della Valdinievole, ci sembra un grave errore e un danno per la città uscire dal Centro, proprio ora che la Regione Toscana si appresta a risolvere l’ultimo problema rimasto aperto, quella della sua gestione. Ci auguriamo una sua smentita delle voci raccolte e, in ogni caso, confidiamo che vorrà accogliere l’appello della nostra associazione».
Siamo più o meno dunque alle solite. Una fase transitoria e di incertezza che va avanti dal 2015, da quando la Provincia di Pistoia è stata depotenziata e non ha più girato denari verso il Padule e il Centro di ricerca. È subentrata a quel punto la Regione, che ha elargito soldi dal 2017 ma senza una programmazione definita, tanto che sono partite diverse sottoscrizioni per raccogliere fondi da investitori privati. Una grossa mano, poi, l’hanno data i volontari degli Amici del Padule di Fucecchio, per manutenzione ordinaria, studi, controllo e finanche sorveglianza.
Afferma la presidente, Simona Petrassi: «La situazione è in sospeso, aspettiamo un confronto con il nuovo assessore regionale all’ambiente Monia Monni, e speriamo sia ragionevole». –
Luca Signorini
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