Il Tirreno

Montecatini

il futuro delle terme 

Fanucci (Italia Viva): «Il progetto della società inglese è un rischio per tutta la città di Montecatini»

David Meccoli

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MONTECATINI

Non si conoscono ancora progetto di massima né dettagli, ma attorno all’ipotesi di dare a Montecatini un indirizzo di città dedicata alla terza età si è già scatenato un acceso dibattito. E questo tra rinnovata speranza di rilancio delle Terme, scetticismo realista e timori di speculazioni edilizie anche in zone della città ad “alto rischio” (c’è chi parla anche di collina delle Panteraie ed ex campo pratica golf in pineta). La società che ha bussato alle porte della Palazzina Regia è la Guild Living, base a Londra e interessi internazionali. Il progetto è di fare di Montecatini una città della longevità, con centri di studio e ricerca, studi medici, rsa e complessi immobiliari con servizi di supporto agli anziani autosufficienti. Strutture che andrebbero a fondersi in parte nel patrimonio immobiliare termale già esistente, in parte in edifici da realizzare ex-novo. La Guild Living sta proprio in questi mesi facendo forti investimenti su altre quattro città britanniche – Uxbridge, Bath, Epsom e Walton – tutte coinvolte in un ampio progetto immobiliare: 230 appartamenti da realizzare nella prima città, 250 a Bath, 222 a Walton. Ma l’obiettivo è di arrivare a oltre 3mila case nel giro di 5 anni.

Per Edoardo Fanucci, però, «la città corre grossi rischi». «Una speculazione edilizia senza precedenti – commenta il consigliere di Italia Viva – quando non c’è visione, non c’è un progetto, si rischia di rimanere ostaggio di quelli di altri. Non ci piegheremo e ci batteremo per impedirlo». Poi una serie di domande: «È vero che si vogliono realizzare nuovi appartamenti cancellando, di fatto, il verde cittadino? È vero che si chiedono garanzie di tipo urbanistico per concretizzare gli investimenti? Come mai la società non ha partecipato al bando?».

Il Pd, invece, ricorda il diverso approccio scelto dal partito verso il futuro delle Terme e come nel suo programma «non era prevista la vendita di tutto il patrimonio termale, ma una politica di affitti di lungo periodo con gestioni e investimenti ai privati». «Riteniamo – dice Ennio Rucco – che vendere tutti gli immobili equivalga a vendere un’intera città. Tre secoli di storia. Tuttavia è nostro dovere valutare tutte le opzioni, ma da una scelta di vendita non si torna più indietro e se sbagliata decreterebbe la fine di Montecatini. Ci troviamo di fronte a due soci che hanno votato insieme di vendere tutto, la Regione perché vede le Terme come un problema e il Comune perché ha un sindaco senza idee che si è piegato senza battere ciglio». —



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