Sicurezza
Progetto di recupero con cinque interventi da completare in 10 anni
LAMPORECCHIO
Come sarà Lamporecchio nel 2030? A raccontarlo è un progetto unitario di recupero e riqualificazione del centro (sono già in lavorazione i progetti per le frazioni di San Baronto e Porciano), un piano specifico di interventi su spazi urbani, mobilità e opere pubbliche per un centro cittadino che sia sempre più “accogliente e accessibile” nell’arco dei prossimi dieci anni. Che dovrà essere prima approvato in consiglio comunale. «Una mappa strategica a metà tra le esigenze di conservazione e la voglia d’innovazione – spiega il sindaco di Lamporecchio, Alessio Torrigiani – Un insieme di interventi coordinati che hanno come obiettivo la tutela e il miglioramento della qualità urbana e ambientale del centro. Il progetto, studiato e predisposto da professionisti esperti di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico, si articola su due direttrici portanti: la definizione di regole generali valide per tutte le aree del centro storico e la messa a punto di criteri specifici per la riqualificazione organica e omogenea di alcuni luoghi individuati come fondamentali per l’immagine urbana e per la vita cittadina».
E a inizio del nuovo anno si completerà anche l’ultima fase (quella definitiva) di riqualificazione di piazza Quattro Novembre con la realizzazione dei marciapiedi e delle fasce interne della piazza e la piantumazione degli alberi: un percorso partecipativo cominciato diversi anni fa e che rappresenterà anche il primo passo verso la riqualificazione dell’intero centro. I luoghi su cui in futuro si interverrà (in parte esterni al perimetro del centro) sono cinque: via Martiri del Padule, piazza IV Novembre, piazza Berni e i percorsi di collegamento con via Verdi e la porta di Lamporecchio.
«L’orizzonte temporale in cui si può circoscrivere la completa riqualificazione prevista credo si possa tranquillamente individuare in 10 anni – conclude l’assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Bochicchio – Il risultato di questa trasformazione, con un esercizio di immaginazione, sarà di grande valore, quantomeno in termini di vivibilità e fruizione dei nostri spazi urbani». Tra le altre cose, infatti, anche un collegamento – attraverso un percorso pedonale – che, dalla centrale piazza Berni, conduca su via Verdi per riscoprire (e anche valorizzare) il verde dell’antica riserva del “Chiuso”. Dove già ora, prima dell’inizio della pandemia, decine di persone si fermavano per ammirare gli esemplari di daino che la popolano. –
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