Sicurezza
Lettera di Pinocchio in difesa dei diritti dell’infanzia
È stata affidata alla prof Marina D’Amato, membro del direttivo dell’ente Si parla di libertà d’espressione e anche dei rischi di Internet
COLLODI
La Fondazione Nazionale Carlo Collodi, per celebrare la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha diffuso la prima Lettera di Pinocchio ai bambini e ai media a cura della professoressa Marina D’Amato, membro del direttivo della Fondazione stessa.
«Cari bambini – inizia la missiva – sono Pinocchio, sono nato a Collodi tanti anni fa e sono diventato famoso per le mie avventure. Me ne compiaccio perché le mie birichinate sono state tradotte in quasi tutte le lingue del mondo. Oggi mi rivolgo a voi perché è la giornata che celebra tutti i fanciulli del pianeta. Dal 1989, il 20 novembre, ricorre infatti la promulgazione della Carta dei diritti del fanciullo. Sì proprio la nostra! E lo sapete che qui a Collodi dove abito hanno costruito in mio onore il Pinocchio di legno più alto del mondo? E lo sapete che cosa hanno inserito in quella testa di legno prima di sigillarla per proteggerla dalle intemperie? Proprio la dichiarazione dei nostri diritti!».
«Ebbene – prosegue la lettera – oltre che quello di essere protetti, di poterci istruire, di salvaguardare la nostra salute, abbiamo anche il diritto di esprimerci e di essere informati. Allora, oggi mi permetto dall’alto dei miei 16 metri e per il fatto che sono il più vecchio bimbo italiano (sono nato nel 1881) di darvi a proposito di internet un pensiero in più, in un periodo in cui il virus Covid-19 vi induce a stare molto tempo nel web. Avete diritto alla libertà della vostra espressione (articolo 13) e battetevi per poter sempre esprimere le vostre idee con la stessa determinazione con cui accetterete quelle degli altri ma sappiate che su internet ogni vostro segno sarà per sempre e ovunque. La rete conserva tutto ed è leggibile da ogni dove».
«Pensateci – conclude la lettera di Pinocchio – è un vostro diritto saperlo per divenire responsabili delle vostre azioni». –
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