Il Tirreno

Montecatini

cultura 

Palazzo Galeotti riapre dopo venti anni e nonostante il Covid

Maria Salerno
Palazzo Galeotti riapre dopo venti anni e nonostante il Covid

Giurlani: «Abbiamo voluto dare un messaggio forte e con la tecnologia si possono ammirare lo stesso le opere»

2 MINUTI DI LETTURA





/ PESCIA

Dopo più di 20 anni, il settecentesco Palazzo Galeotti, sede del museo civico cittadino, riapre le sue porte.

Lo fa alla vigilia del lockdown, sabato pomeriggio, alla presenza di pochissimi testimoni in ossequio alle norme anti Covid. Da tempo questa data era stata individuata dall'amministrazione comunale per restituire il ricco patrimonio artistico alla cittadinanza. Doveva essere una grande festa, invece la mancanza di visitatori a calpestare le sale restituite agli antichi splendori ha fatto da contraltare al taglio del nastro. Non è un caso, però, che l'inaugurazione non sia slittata. «Abbiamo voluto dare, proprio alla vigilia dell'introduzione di nuove restrizioni per la nostra Regione, un messaggio forte che è quello che la cultura non si ferma – ha ricordato il sindaco Oreste Giurlani – che grazie alla tecnologia possiamo offrire, anche a chi fisicamente non può essere presente, la possibilità di ammirare le opere del museo». Il taglio del nastro a palazzo Galeotti, alla presenza del vescovo Roberto Filippini, è stato preceduto da una mattinata di studi al Palagio, durante la quale è stato presentato il piano strategico della cultura. Palazzo Galeotti, in piazza Santo Stefano, è stato adibito a museo civico alla fine dell'Ottocento dal ministro Ferdinando Martini. Al suo interno è possibile ammirare numerose raccolte (dipinti, sculture, disegni, stampe, oggetti d'arte, documenti e memorie del luogo) provenienti sia dal territorio comunale, vedi le raccolte intitolate a Carlo Magnani che da fuori, prime tra tutti le celebri opere degli Uffizi, presenti a Pescia già dai primi del 900. Tra gli artisti di pregio presenti al museo ricordiamo Neri di Bicci di cui è possibile ammirare una tavola che rappresenta l'“Annunciazione tra i Santi Apollonia e Luca”, Lorenzo Monaco, Agostino del Ceraiolo e Luigi Norfini a cui è dedicata un'intera sala. La notizia di qualche settimana fa che il museo civico diventerà sede distaccata degli Uffizi, nell'ambito del progetto "Uffizi diffusi", è stato, inoltre, un assist favoloso per l'amministrazione di Oreste Giurlani, che già nel suo primo mandato aveva deciso di puntare sul rilancio culturale della città. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca