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Claudio, da Pescia a Dubai come restaurant manager

Maria Salerno
Claudio, da Pescia a Dubai come restaurant manager

Da alcuni giorni il giovane lavora al prestigioso Ronda Locatelli negli Emirati Arabi La sua carriera è cominciata nel 2009, pochi mesi dopo il diploma all’Alberghiero

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PESCIA

Ha da poco compiuto 30 anni ed è già restaurant manager del Ronda Locatelli a Dubai. Lui si chiama Claudio Franchi, pesciatino, in poco più di 10 anni, dopo aver conseguito il diploma all'Istituto Alberghiero di Montecatini, ha fatto carriera, collezionando premi prestigiosi e girando tutto il mondo. Da qualche giorno ha iniziato a lavorare all'hotel Atlantis di Dubai, un magnifico Resort con 1548 camere e 28 ristoranti, tra cui quello del pluristellato chef Giorgio Locatelli, tra le altre cose giudice del talent Masterchef.

Da Pescia a Dubai. È stato facile? «No – dice Claudio – mi ha aiutato il fatto di avere trascorso a Dubai 8 anni, dal 2011 al 2018. L'ambiente è multietnico, lo staff internazionale. Io ho presentato la mia candidatura perché dopo avere lavorato a Shanghai, negli ultimi due anni, avevo desiderio di tonare negli Emirati Arabi». Dubai, racconta infatti Claudio, «è la nuova Londra» e resta una meta ambita per un cuoco di talento. «Sono tantissimi i ristoranti italiani e non è difficile far capire la cucina italiana dal momento che si trovano tutti i prodotti, naturalmente importati dall'Italia, questo consente di mantenere un certo standard. I clienti, che ovviamente sono di un certo tipo, si aspettano un servizio di qualità».

La carriera di Claudio inizia prestissimo, già nel 2009, a pochi mesi dal diploma vola in Inghilterra per formarsi e imparare l'inglese. Nel 2011 torna in Italia, dove trova impiego al Westin Excelsior di Firenze, ma l'attrazione per l'esterno è più forte e vola a Dubai, dove lavora per l'Armani Hotel. A 22 anni diventa assistant manager all'Emirates Palace Hotel di Abu Dhabi, un 7 stelle, il ristorante Mezza Luna vince il premio come "miglior ristorante italiano negli Emirati Arabi" e da lì è tutto un susseguirsi di premi e riconoscimenti importanti fino alla prestigiosa forchetta del Gambero Rosso conquistata nel 2020 al Ritz Carlton Pudong – Marriott di Shanghai.

Claudio è rimasto bloccato qualche mese in Italia per via dell'emergenza Covid. «Il mio visto era in scadenza – spiega il giovane – ma non ho rinunciato alla possibilità di andare a Dubai e dopo essermi sottoposto a tutte le misure previste ho iniziato questa nuova avventura».

Ma il Covid a Dubai fa paura come in Italia? «No, come in Italia no – dice Claudio – è chiaro che esistono le misure di sicurezza, il turismo anche qui non fa i soliti numeri, ma al momento il numero di contagi è piuttosto modesto e si riesce ancora a lavorare bene: facciamo 300 coperti a cena». Impegnativo e sicuramente richiede molta energia. «Sì, ma quando ti alzi la mattina e vai volentieri al lavoro, la stanchezza quasi non la senti. Io lavoro 18 ore al giorno, ho molte responsabilità perché chiaramente la clientela si aspetta che il servizio sia alto, ma alla fine quando alla base c'è una grande passione, tutto il resto passa in secondo piano». —



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