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Incidente con due morti: operaio 34enne arrestato per omicidio stradale

massimo donati
Incidente con due morti: operaio 34enne arrestato per omicidio stradale

L’uomo si trova piantonato all’ospedale. Quando ha invaso la corsia opposta provocando due vittime, aveva un tasso alcolemico oltre il doppio del consentito

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PESCIA

Arrestato con l’accusa di omicidio stradale il conducente dell’Alfa 147 che, poco prima delle otto di domenica sera, sulla via Romana, nel comune di Pescia, si è scontrata frontalmente con una Dacia Duster che proveniva dalla direzione opposta. Un terribile incidente in cui sono morte due persone: un’insegnante di 56 anni di Pescia, Maria Cristina Serafini, e un operaio albanese di 33 anni, Nertil Ferhati, anch’egli residente a Pescia.

Secondo quanto accertato dai carabinieri, al volante nonostante avesse bevuto, Misiri Zena, 34 anni, operaio vivaista albanese, avrebbe invaso la corsia di marcia opposta, probabilmente a causa della velocità eccessiva con cui si è trovato ad affrontare una curva. Il tasso alcolemico che gli è stato riscontrato nel sangue superava di molto i limiti previsti dalla legge: 1,25 grammi per litro a fronte di un limite legale di 0,5. Fatto sta che su disposizione del pm di turno domenica in procura, Linda Gambassi, l’uomo – anch’egli residente a Pescia – è stato messo in stato di arresto, piantonato all’ospedale pesciatino, dove si trova ricoverato a causa delle lesioni subite nell’incidente.

È invece ricoverato in coma nel reparto di rianimazione di Careggi il suo amico e connazionale di 27 anni, Hidajet Bega,che si trovava sul sedile posteriore dell’alfa 147.

Nessuna grave lesione per il 35enne che si trovava alla guida della Dacia (inizialmente i carabinieri ritenevano che al volante ci fosse invece l’amica deceduta nello scontro), Dario Toti, di Pontedera: dipendente della Piaggio, dj per passione e volontario dell’Associazione nazionale polizia di Stato, vive nella frazione di Treggiaia.

Il tragico incidente stradale è avvenuto tra la località Zaira e il distributore di carburanti che s’incontra andando verso Alberghi. La 147 rossa con alla guida lo Zena proveniva da Pescia, mentre la Dacia bianca con a bordo Toti e la 56enne amica insegnante arrivava dalla direzione opposta. Le due auto si sono incrociate proprio in corrispondenza di un lungo curvone, in un tratto del tutto privo di illuminazione. In base ai rilievi eseguiti dai carabinieri della Stazione di Pescia, nell’affrontare la curva a destra l’operaio albanese avrebbe invaso la corsia opposta, per poi tentare di evitare l’impatto con la Dacia frenando bruscamente. Ma senza riuscirci.

Sono stati i residenti di un gruppo di case coloniche che si trovano ad una ventina di metri dal punto dello scontro a dare l’allarme, quando si sono precipitati in strada dopo aver sentito il fragore dello schianto. I primi a cercare di prestare soccorso sono stati comunque alcuni volontari della Misericordia che si sono trovati a passare di lì un paio di minuti dopo la tragedia. Sul posto la centrale del 118 ha inviato cinque ambulanze e le squadre dei vigili del fuoco. I soccorritori hanno capito immediatamente che per la donna all’interno della Dacia ribaltata sulla carreggiata non c’era più niente da fare. Mentre, dopo averlo estratto dall’abitacolo contorto della 147, hanno provato a lungo a rianimare il 33enne albanese, ma il suo cuore non ha mai ripreso a battere. —

massimo donati

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