Il Tirreno

Montecatini

lo choc dei residenti 

«Un colpo fortissimo come una bomba»

Alessandro Gasperini
«Un colpo fortissimo come una bomba»

Primi ad accorrere due coniugi che abitano in una corte a fianco della via Romana. Poi arriva anche il sindaco

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PESCIA

«Un colpo fortissimo. Un bòtto». «Come una fucilata. Di più, come una bomba». Sono ancora sotto choc Luciano Gentili e la moglie Franca. Sono all’ingresso del ponticino che dalla via Romana scavalca il canale che scorre parallelo alla strada e introduce a una grande aia. Lì ci sono alcuni casolari, tre o quattro famiglie che abitano in quella porzione della località Zaira. Le luci dei fari dei vigili del fuoco, e i lampeggianti delle autopattuglie dei carabinieri, illuminano la zona, ma quando c’è stato quel colpo fortissimo che li ha fatti precipitare fuori di casa per andare a vedere cosa era successo, lo stradone era, come al solito, al buio.

«Saranno state le 8, le 8,20. Eravamo a cena – ricostruiscono Luciano e Franca – quando siamo arrivati non si capiva nulla. Abbiamo visto quelle macchine in mezzo alla strada, pezzi di carrozzeria dappertutto. E diversa gente dentro gli abitacoli. Una era ribaltata dall’altro lato della via Romana. Abbiamo capito subito che era successo un incidente grave e così abbiamo telefonato al 118».

I coniugi non si ricordano quanti erano i giovani a bordo delle due auto, ma viene loro in soccorso il figlio. «Tre erano sull’Alfa Rossa – dice sicuro – li ho visti. Altri due sulla Dacia ribaltata. Mentre telefonavo, si è fermata una macchina con alcuni volontari. Mi hanno chiesto il telefono per parlare loro con la centrale di Pistoia Soccorso».

«Erano di Pescia – riprende Luciano – e indossavano quei gilet colorati che portano i ragazzi a bordo delle ambulanze». «Gialli e azzurri, mi sembra», aggiunge Franca. Della Misericordia, dunque. Sono questi volontari, che stavano tornando a Pescia da una missione fuori provincia, che danno il via al primo coordinamento dei soccorsi. Dopo poco arrivano le ambulanze della Pubblica Assistenza: da Pescia, da Uzzano, da Chiesina, dalle sedi del Soccorso Pubblico di Montecatini e della Croce Oro di Ponte Buggianese. I residenti lungo quel tratto di strada si affacciano, guardano sgomenti. E quando arriva il camion dei vigili del fuoco, il faro illumina a giorno la scena. Terribile. Le due auto semidistrutte. Sangue, rottami, grida dei feriti. Che vengono caricati sui mezzi di soccorso portati all’ospedale Cosma e Damiano di Pescia. Restano i due cadaveri. Quello della donna ancora dentro la Dacia. L’altro di un giovane, sull’asfalto, a fianco della porta del passeggero.

Passano i minuti, i carabinieri di Pescia, che procedono nella ricostruzione dell’incidente guidati dal comandante di Stazione, devono attendere tutti i rilievi, compresi quelli fotografici. Poi arriverà l’autorizzazione alla rimozione dei corpi. E saranno passate le 23, poco dopo l’arrivo del sindaco Oreste Giurlani. Anche lui conferma che i tre albanesi dell’Alfa Romeo sono di Pescia, così come gli occupanti della Dacia. Una serata terribile per la città, una tragedia troppo grande per essere metabolizzata in così poco tempo. La notte è ancora lunga. —



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