Il dolore
Due settimane con la spazzatura in casa
Lo sfogo di una mamma in quarantena nella sua abitazione perché positiva al tampone. «Nessuno viene a ritirarla»
MONSUMMANO
Venti giorni con Covid e spazzatura in casa. Perché nessuno la viene a ritirare. Lo sfogo di una giovane mamma, positiva al virus, che abita con marito e due figli piccoli a Monsummano. Lo racconta al telefono fra un colpo di tosse e l’altro. La voce ora trema dalla rabbia, ora quasi si commuove. Troppi i giorni di quarantena in attesa dei tamponi negativi, costretta fra quattro mura con la paura della malattia e la convivenza forzata con sacchi e buste di spazzatura.
La signora ha cercato di sigillare alla meglio tutto dentro dei sacchi grigi, come le era stato ordinato appena il suo tampone risultò positivo direttamente dai vigili urbani. In attesa di Alia che avrebbe dovuto recarsi all’abitazione per ritirare l’immondizia.
«Sono stata contattata anche dalla segretaria del sindaco – racconta la donna – e poi dall’ufficio dell’Alia. Tutto sembrava risolto. Ero fiduciosa in un buon esito della situazione. Ma così non è stato. Non ho visto nessuno».
Non sarà facile stare in una casa, convivere con il virus e non poter buttar via nessun tipo di spazzatura. «Mi rendo conto che non si può mettere fuori come normale spazzatura, come se nulla fosse – continua la mamma – ed io per prima capisco. Ma vorrei che gli altri potessero capire anche la mia situazione e quella della mia famiglia».
Sul sito di Alia servizi ambientali c’è proprio una pagina – “Covid 19, raccolta rifiuti per gli utenti positivi in quarantena domiciliare” – che recita come sia attivo un servizio dedicato per il ritiro a domicilio dei rifiuti prodotti dagli utenti positivi in quarantena domiciliare. Si parla di personale opportunamente formato e dotato di idonei dispositivi di protezione individuale, oltre che di veicoli dedicati; consegna di appositi kit per la raccolta come contenitore, sacchi, nastro adesivo, vademecum informativo. E viene specificato che, come prevede l’ordinanza 13 del 2020 della Regione Toscana, il servizio è riservato ai soli utenti segnalati dall’Asl al Comune interessato, che ne informa il gestore. Ma in questo caso le promesse sono lontane anni luce. E la signora perde la pazienza: «Non è giusto stare più di due settimane senza poter buttare la spazzatura e dopo mille telefonate Alia ti richiama non per dirti quando verranno a ritirarla, ma che chiameranno per concordare il giorno. Aspettiamo sommersi dal sudicio» . Spazzatura ed esalazioni puzzolenti in casa, l’ultima cosa che occorre a questa famigliola che sta cercando di guarire dal Virus. —
SIMONA PESELLI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google