La manifestazione
«I servizi devono essere retribuiti regolarmente»
Sul tributo per la bonifica l’unica mano tesa arriva dalla scelta di non applicare more e tassazioni sugli arretrati non versati
pisa
Nessun slittamento. Nessuna proroga, nonostante le difficoltà economiche che la pandemia ha provocato a migliaia di contribuenti. Anzi. Ogni singolo euro indicato nei bollettini che negli ultimi giorni hanno inondato le cassette postali va versato entro il termine prestabilito. Nessun ritardo, pena more e procedure per il recupero delle somme che il Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno deve incassare.
Soldi necessari a saldare o portare a termine lavori già effettuati o ancora in corso ed avviare nuovi interventi sul vasto territorio che il Consorzio ricopre (e nel quale è inserita anche la Valdinievole), al pari però di quelli che i Comuni devono incassare dai tributi locali che, nonostante le cure dimagranti imposte negli ultimi anni alle casse degli enti, nella maggior parte dei casi hanno deciso di rimandare, se non addirittura bloccare, per andare incontro alle necessità di migliaia di nuclei familiari che, tra cassa integrazione (ricevuta o ancora in attesa), crollo dei mercati e difficoltà a ritrovare la stabilità, si trovano a fare i conti con una crisi anche economica che rischia di incidere notevolmente sui bilanci per un tempo ancora indefinito.
Mentre i Comuni hanno applicato o sono alla ricerca di soluzioni per far quadrare i conti cercando di non incidere troppo sulle tasche dei cittadini, il Consorzio batte cassa. Con l'invio di 250mila richieste di pagamento che dovranno essere esaudite entro il 14 novembre, per rata unica o prima rata, ed entro il 14 dicembre per la seconda rata.
«Quella chiesta dal Consorzio non è una tassa – precisa il vicepresidente Federigo Federighi – ma il pagamento di un servizio reale, concreto e ben visibile che il Consorzio svolge, dalla manutenzione dei canali al taglio dell'erba. Servizi necessari al territorio che devono essere retribuiti, anche perché alle spalle c'è una complessa macchina costituita anche da tanti operai. Il Consorzio capisce benissimo le difficoltà che tante famiglie stanno attraversando in questo particolare periodo e si è posto tante domande in merito ai ruoli da inviare, ma tanti lavori sono stati portati a termine e devono essere pagati».
L'unica scelta per andare incontro alle nuove esigenze dei contribuenti è stata quella di non applicare more e tassazioni sugli arretrati non ancora versati. «Occorre far fronte alle opere e ai lavori eseguiti – prosegue il vicepresidente del Consorzio – anche per scongiurare un effetto a catena che rischia di avere pesanti conseguenze economiche su decine di ditte ed imprese e centinaia di operai».
Sono in media circa 17 i milioni di euro che il Consorzio incassa annualmente tra contributi di cittadini ed altre entrate. Incassi che quest'anno, complice la pandemia e le difficoltà delle famiglie a far fronte a tutte le scadenze, rischiano di calare in maniera esponenziale. —
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