Italia
«No ai migranti» Ma alla protesta al Tettuccio sono in pochi
I manifestanti: «I ragazzi provenienti da Vicofaro devono lasciare Montecatini alla fine della quarantena»
MONTECATINI
Una decina di persone, non di più. Schierate davanti al Tettuccio, con uno striscione steso al suolo, hanno manifestato il loro malcontento. Per dire no ai migranti di Vicofaro nella città termale e per chiedere che i ragazzi di don Massimo Biancalani lascino al più presto gli hotel sanitari che, al momento, li stanno ospitando.
«Non appena sarà terminato il periodo di quarantena», precisa il gruppo. Marco Lucarelli, uno degli organizzatori della manifestazione (autorizzata), dice che quello di ieri pomeriggio è stato solo l’inizio. E che loro non si fermeranno, continuando a manifestare e a coinvolgere i cittadini. Ma (va detto) molti in città si chiedono se il malcontento dei montecatinesi possa davvero riassumersi lì, in quello sparuto gruppetto di persone che quasi alla vista scompare nel grande piazzale del Tettuccio, sotto lo sguardo attento di carabinieri, polizia e vigili urbani (in numero quasi superiore agli stessi manifestanti).
Lucarelli, d’altra parte, parla di «sit-in organizzato nell’anonimato e per nulla pubblicizzato», viste le restrizioni legate all’emergenza coronavirus. «Se i migranti di Vicofaro non lasceranno la nostra città continueremo a manifestare – aggiunge – e questa volta non ci limiteremo a un gruppo ristretto, ma coinvolgeremo i nostri concittadini. C’è malcontento, a Montecatini. Lo si avverte chiaramente, parlando con le persone. Questo non significa che siamo contrari ad aiutare chi si trovi in difficoltà. Ma dobbiamo sottolineare una cattiva gestione dell’emergenza. A tutto tondo».
Lo striscione al centro del piazzale, sull’asfalto, proprio di fronte al tempio del termalismo montecatinese. I fumogeni – di colore verde e rosso – ne sfumano i contorni, poi gli organizzatori riprendono a parlare, spiegano le ragioni di quell’iniziativa.
«Penso di parlare a nome di una fetta importante di montecatinesi – aggiunge Lucarelli – L’amministrazione comunale doveva essere più rigida, mettere un freno prima che si verificasse questa situazione. Bisognava correre ai ripari, limitare il numero di alberghi sanitari in città. Ora potrebbe essere troppo tardi. Per questo siamo scesi in piazza, nel rispetto delle disposizioni anticontagio. Per far capire che l’emergenza non è soltanto sanitaria, ma anche politica».
Nel gruppo, c’è anche l’imprenditore Fabrizio Biondi dell’omonimo hotel (il quattro stelle Biondi, appunto) di viale Quattro Novembre.
«Da imprenditore del settore – precisa Biondi – non condanno gli alberghi sanitari. Sono giusti, in parte. Un’opportunità per chi abbia contratto il virus o abbia avuto un contatto diretto con un positivo e si trovi senza un tetto sulla testa. Ma qui non è in dubbio l’accoglienza in sé, ma la necessità di evitare che la città si trasformi in un lazzaretto. Non è giusto riempire Montecatini perché il suo futuro non è questo. Non può essere questo. Abbiamo tanti punti di forza da sfruttare e valorizzare. Va bene il momento di crisi, capiamo il turismo in gran parte assente. Ma non tutti gli hotel possono essere convertiti a scopo sanitario».
Sicuramente Lucarelli e i suoi terranno l’attenzione alta e aspetteranno il momento in cui il periodo di isolamento dei migranti di Vicofaro sarà terminato.
«A quel punto, se non se ne andranno, torneremo a manifestare – conclude Lucarelli – Ma la prossima volta non ci limiteremo a contattare poche persone, come accaduto oggi (ieri per chi legge, nda). Coinvolgeremo la città. I mugugni e il malcontento non saranno più celati. Allora a manifestare saremo in tanti, senz’altro molti di più». –
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