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MASSA E COZZILE 

Addio a Franco Antonelli, genio e imprenditore

fabio calamati
Addio a Franco Antonelli, genio e imprenditore

Se n’è andato a 82 anni l’inventore dell’ascensore a batteria. Ha fondato molte aziende, l’ultima è la Are di Massa e Cozzile

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MASSA E COZZILE

Fino a metà ottobre ha continuato regolarmente a recarsi nella sua ditta, a parlare con tutti, ad interessarsi dei problemi, delle possibili soluzioni, delle novità all’orizzonte. Nonostante i suoi 82 anni, Franco Antonelli non aveva smesso di coltivare quello che chiamava il suo «hobby».

Ma questa volta l’età ha voluto prendersi la rivincita con gli interessi e, dopo un aggravamento delle condizioni di salute e il conseguente ricovero all’ospedale di Pistoia, sabato scorso Franco Antonelli è morto, circondato dall’affetto della famiglia e degli amici più stretti. Il funerale non è stato ancora fissato.

In lutto soprattutto i trenta dipendenti dell’ultima azienda che Antonelli ha creato nella sua lunga vita imprenditoriale, la Are di Massa e Cozzile, acronimo che sta per «Ascensori a risparmio energetico».

Proprio al settore degli ascensori Antonelli si è dedicato in pratica per tutta la vita. Nato a Perugia nel 1938 da famiglia umile, presto trasferitosi in Toscana, autodidatta ma geniale nell’intuire possibili soluzioni e nel realizzarle, ha dato vita a diverse aziende tuttora attive nel settore, dalla Cama Ascensori alla Ape, fino all’ultima arrivata, appunto, la Are, nata nel 2009.

La svolta professionale più importante per Antonelli avviene nel 2001, quando pensò che sarebbe stato possibile realizzare un sistema per l'elevazione che unisse la qualità del prodotto all'innovazione mirata e al risparmio energetico, capace cioè di autoprodurre una parte di energia da utilizzare per il proprio funzionamento. Un ascensore a batteria, per dirla in breve, ma soprattutto «un ascensore che consuma come una lampadina», riprendendo lo slogan della Are.

Dopo una vita di soddisfazioni, Antonelli si era ritirato alcuni anni fa, lasciando spazio ai suoi collaboratori, tra cui il figlio Filippo e il co-fondatore Rosario Rosone.

«Per tutti noi – dice quest’ultimo – è una perdita enorme, professionale e umana. Per quanto mi riguarda, Franco mi ha insegnato tantissimo. Aveva la capacità di innovare sempre, di trovare le soluzioni e realizzarle, era veramente un pioniere. Ma contemporaneamente era anche una persona eccezionale dal punto di vista umano: generosissimo, ci aiutava tutti, era sempre pronto a dare». —





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