Sicurezza
In quarantena, viene aiutato da un benefattore anonimo
Umberto Donati, 41 anni, si è rivolto al “Tirreno” per ringraziare lo sconosciuto che gli ha lasciato borse con generi di prima necessità davanti alla porta di casa
LAMPORECCHIO
Non sa che volto abbia e quale sia il suono della sua voce. Eppure di una cosa è certo: quel benefattore sconosciuto gli ha regalato un sorriso (oltre a dargli un aiuto concreto), nel momento forse più difficile di sempre.
Umberto Donati, 41 anni, originario di Montemurlo in provincia di Prato ma che da molti anni vive a San Baronto, è commosso, mentre racconta di un gesto che, per lui e la sua famiglia, è raro e immenso. Allo stesso tempo.
Non sa chi sia stato a lasciare diverse buste – piene di beni di prima necessità – davanti al portone di casa. Lui, costretto a trascorrere il tempo nella sua abitazione perché in quarantena, è rimasto sorpreso dall’affetto che quella persona, di cui però non conosce l’identità, gli ha riservato.
«Ho aperto la porta di casa e davanti ai miei occhi ho trovato una meravigliosa sorpresa – racconta Donati, che ha deciso di raccontare questa storia al “Tirreno” – Lo so, è strano sorprendersi per un gesto di solidarietà, per i più semplice e quasi scontato. Ma la verità è che sempre più spesso tendiamo a chiuderci in noi stessi. Siamo diventati una società egoista dove ciascuno guarda al suo interesse, senza volgere lo sguardo ai bisogni degli altri. Invece, nel mio caso, non è stato così. Qualcuno si è reso conto delle difficoltà che sto attraversando e mi ha teso una mano, in un impeto di grande solidarietà».
La tranquillità della vita di Umberto Donati è stata sconvolta – come purtroppo da qualche mese a questa parte accade sempre più spesso – dal coronavirus. E nonostante le sue condizioni di salute – come sottolinea – siano buone, ci sono una serie di difficoltà quotidiane con cui fare i conti. Una su tutte: rinunciare ai contatti con le persone (anche di famiglia) e fare a meno di tutto, anche delle abitudini quotidiane, come andare a fare la spesa.
«Sono rimasto senza parole dall’enorme solidarietà da parte di persone che mi stanno aiutando in questo momento di difficoltà – racconta Donati – Ne stiamo uscendo bene, per fortuna, sul fronte della salute, ma quello che non è possibile fare è uscire di casa, anche soltanto per fare la spesa. Ma sono felice perché tante persone si sono proposte per dare una mano. Per sostenerci e far sentire che non siamo da soli».
E se c’è una cosa che l’emergenza coronavirus ha insegnato alla famiglia Donati è che il Covid-19 non deve essere visto soltanto come un pericolo, ma anche come un’opportunità per riscoprire rapporti umani e sentimenti, troppo spesso tralasciati.
«È fondamentale rispettare le disposizioni anticontagio a tutela della salute pubblica – precisa Donati – Ma non dobbiamo neppure dimenticare che chi contrae il coronavirus è una vittima. Per questo sono rimasto sorpreso dall’affetto dei miei concittadini. Molti lasciano davanti alla porta di casa le buste della spesa e spesso mi aspettano anche solo per un saluto “distanziato”, al di là del cancello».
«A me basta anche soltanto quel saluto – conclude Umberto Donati – perché vivo con la speranza che, anche attraverso questi gesti di solidarietà, possiamo riuscire a sconfiggere questo virus e lo possiamo fare insieme. Grazie a tutti, grazie benefattore anonimo. Ci hai restituito il sorriso nel momento più difficile per noi». –
Martina Trivigno
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