Il dolore
«Adesso il Comune rischia la procedura di dissesto»
Il consigliere Giancarlo Mandara attacca l’amministrazione comunale «In consiglio il sindaco si è ben guardato dal rispondere alle mie contestazioni»
PESCIA
Una situazione finanziaria che si mostra come anticamera di una pronuncia di dissesto. A metterlo nero su bianco è il magistrato istruttore nelle osservazioni che la sezione regionale della Corte dei Conti ha rilevato contestualmente alla richiesta di fissazione di udienza il prossimo 3 novembre. Proprio in quella sede verranno esaminati i provvedimenti adottati dal Comune per rimuovere le irregolarità rilevate dalla magistratura contabile nel suo accertamento. Ma già nelle osservazioni del 27 ottobre scorso, il magistrato istruttore sottolinea come tali misure non siano idonee e come il piano di riequilibrio non abbia raggiunto gli obiettivi intermedi, venendo a determinare un peggioramento della situazione finanziaria.
«Un documento di 22 pagine quello della Corte dei Conti – ha sottolineato il consigliere di opposizione Giancarlo Mandara – che letteralmente massacra la gestione folle delle finanze di questo Comune, imponendo misure rapide entro 30 giorni, pena l’avvio della procedura di dissesto che ci verrà imposto con lettera che il prefetto invierà ai singoli consiglieri dando 20 giorni di tempo per l’adozione della relativa delibera di consiglio».
Mandara accusa il primo cittadino di avere rappresentato finora un quadro totalmente diverso da quello reale. Tanto più che nelle sue osservazioni, la Corte rileva come delle criticità è ben consapevole anche il Comune e a tal proposito cita la delibera con cui la giunta ha provveduto alla rateizzazione della Tari 2020 in tre rate (due delle quali da pagare nel 2021), che però ha ottenuto il parere negativo di regolarità contabile da parte del dirigente competente, proprio per gli squilibri di cassa che ne conseguono.
«Nel consiglio comunale dello scorso 30 settembre – continua Mandara – nonostante i richiami del sottoscritto e delle altre minoranze, il sindaco si è guardato bene dal rispondere a tutte le contestazioni mosse, in particolare per quanto riguarda lo squilibrio di cassa derivante anche e soprattutto dal ricorso anomalo all’anticipazione di tesoreria che ha raggiunto livelli inaccettabili e cronici. Bocche cucite in quel consiglio, così ho chiesto i motivi della mancata risposta alla Corte dei Conti in una mia interrogazione nella quale chiedevo che me ne venisse dato conto anche per iscritto. A distanza di ben 16 giorni ancora non ho ricevuto risposta sebbene un consigliere comunale ha diritto di ricevere le risposte che chiede, proprio nell’ottica della trasparenza».
Mandara precisa che quella di martedì 3 novembre non sarà una «riunione», come l’ha definita il primo cittadino nelle sue ultime dichiarazioni «nella quale avverrà uno scambio di cioccolatini, ma un’udienza nella quale vi dovrete difendere dalle vostre omissioni e mancanze, peraltro già messe nero su bianco dalla Corte nel documento del 27 ottobre, all’esito della relativa istruttoria. A questo punto posso dire con certezza che il sottoscritto consigliere l’aveva detto già nel consiglio del 30 settembre e con la successiva interrogazione. Non mi avete dato ascolto e ora ne subiremo tutti le conseguenze». Infine, Mandara definisce «deplorevole» il tentativo del sindaco di collegare la situazione in cui versano le casse comunali con l’attuale emergenza sanitaria «che nulla c’entra con i richiami pesanti come macigni della Corte dei Conti». –
Maria Salerno
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