Processo per l’uccisione di Pilù sit-in degli animalisti a Pistoia
Intanto il presidente nazionale rivela di essere stato denunciato
PESCIA
Una manifestazione davanti al tribunale a Pistoia, proprio durante l’udienza che vedrà il pesciatino Gaetano Foco sul banco degli imputati per le accuse di maltrattamenti nei confronti della cagnolina dell’ex fidanzata: Pilù.
È quella organizzata dall’associazione Animalisti italiani (assieme ad altre sigle) lunedì (dalle 11, 30 alle 14,30), per protestare contro la lentezza del processo (“Dopo 5 anni il tribunale non si è ancora pronunciato su questo terribile delitto”) e contro la denuncia recapitata al presidente dell’associazione Walter Caporale, e a un’attivista, per aver attaccato manifesti sulle finestre dell’appartamento della famiglia dell’imputato con la scritta “Censurato per crudeltà”.
«Chi difende le vittime senza voce – scrivono in una nota gli Animalisti – rischia la galera? Dopo la spietata uccisione dell’indifesa cagnolina, che nel maggio 2015 ha pagato con la vita la volontà di Foco di vendicarsi dell’ex fidanzata, il sistema giudiziario italiano anziché punire il colpevole ci ha recapitato una denuncia. Quello stesso “ragazzo” che senza un minimo rimorso aveva divulgato un video delle violenze perpetrate ai danni dell’animale agonizzante che aveva fatto il giro del mondo».
«Sono felice – commenta Caporale – di aver ricevuto una denuncia, per me è una medaglia al valore per aver difeso gli animali, ultimi tra gli ultimi. Questo terribile assassinio dovrebbe essere di stimolo al Parlamento per inasprire le leggi vigenti».
«Immagini crude – aggiunge Riccardo Manca, vicepresidente Animalisti italiani – quelle del massacro di Pilù. Appresa la notizia, abbiamo prontamente presentato una querela affinché non restasse impunito quel gesto». —
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