Il Tirreno

Montecatini

il nodo dell’accoglienza 

«Niente ostelli per migranti siamo già arrivati al massimo»

«Niente ostelli per migranti siamo già arrivati al massimo»

Il sindaco scrive a Regione, Asl e Prefettura e chiede di non considerare  ulteriori candidature da Montecatini. «Serve una distribuzione più equa»

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MONTECATINI

In città sono presenti già diversi alberghi sanitari, con problemi di sicurezza e di convivenza con i residenti, oltre che potenziali motivi di tensione. Per questo il sindaco Luca Baroncini ha scritto ad Asl, Regione e prefetto per chiedere che “il numerodi foresterie e ostelli sanitari per accogliere persone alloggiate nella comunità pistoiese di Vicofaro, o in altre strutture, sia limitato a un numero totale non superiore alle attuali 10 unità, a prescindere dalle strutture che hanno manifestato interesse”.

“Nelle linee di indirizzo per la individuazione, accesso e gestione degli alberghi sanitari, approvate dalla giunta regionale – sottolinea il sindaco – è espressamente previsto che gli alberghi sanitari siano adeguatamente distribuiti sul territorio. A Montecatini sono presenti già numerose strutture ricettive che hanno aderito alle convenzioni per alberghi sanitari partecipando alle manifestazioni di interesse indette dalla Asl Toscana Centro”.

In maniera più precisa, Baroncini dice che “al 13 ottobre ci risultano attivate 10 strutture e altre hanno aderito ai bandi aumentando potenzialmente nel numero, su un territorio piccolo e fortemente residenziale nonché turistico come è il nostro”.

Il primo cittadino di Montecatini comprende l’importanza di sostenere la sicurezza dei cittadini in questo momento storico, ma ritiene anche che una eccessiva concentrazione di arrivi “comporti delle criticità tali da divenire ingestibili oltre un certo limite”.

“Si creano, infatti, come già evidenziato in numerose precedenti comunicazioni – scrive Baroncini – problemi di convivenza con la popolazione residente essendo tutti gli alberghi di Montecatini Terme situati in una zona centrale fortemente urbanizzata. Tutto ciò ha creato nella popolazione un crescente e sempre meno gestibile sentimento di preoccupazione e richiesta di tutela da parte delle autorità. Sottolineo, inoltre, la necessità di controlli alle strutture stesse. Pertanto un aumento di questo numero creerebbe problemi di sicurezza e aumenterebbe le tensioni nel territorio che rappresento. La stessa delibera della giunta regionale, manifestando la necessità di evitare concentrazioni, dimostra di voler evitare nei territori tutte quelle problematicità che ho appena rappresentato”. La lettera si conclude, come detto, con la richiesta di limitare a 10 il numero di alberghi sanitari e di ostelli per l’accoglienza dei migranti.

E a quanto riferisce lo stesso sindaco, infine, ieri a margine della riunione provinciale del Cosp (il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica) la Asl avrebbe dato rassicurazioni in tal senso. —

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