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Don Mattia sarà il parroco di cinque comunità

Martina Trivigno
Don Mattia sarà il parroco di cinque comunità

Lamporecchio, Mastromarco, San Baronto, Porciano e Orbignano condivideranno lo stesso sacerdote. Ma i fedeli protestano

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LAMPORECCHIO

Un solo sacerdote per le cinque parrocchie di Lamporecchio (oltre a quella del capoluogo, si parla pure di Mastromarco, San Baronto, Porciano e Orbignano): don Mattia Klimek resta al suo posto (ma questa volta guiderà tutte quante le parrocchie da solo con l’aiuto di un diacono), mentre terminano il loro servizio parrocchiale – perché destinati ad altri incarichi – i due collaboratori, don Barnabé Tchedji e don Julien Zadji, che nell’ultimo anno avevano affiancato don Klimek a Mastromarco e San Baronto. Un cambiamento che, a Lamporecchio, ha il sapore di una rivoluzione e che già sta creando mugugni e malcontento: «Come potrà un sacerdote, da solo, occuparsi al meglio di cinque parrocchie? », dicono i fedeli, nonostante le motivazione messe nero su bianco dal vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, in una missiva inviata alle comunità parrocchiali e che, nei giorni scorsi, è stata letta dal pulpito.

«Com’è già sul piano civile – scrive il vescovo nella sua lettera – anche dal punto di vista ecclesiale, seppur suddiviso in frazioni, il territorio del comune di Lamporecchio costituisce una realtà unica. Come accade già sul piano civile dove è un sindaco a reggere il Comune, così, anche dal punto di vista della Chiesa, il territorio è affidato alla responsabilità di un parroco, nella persona, in questo caso, di don Mattia Klimek».

Sono tanti i dubbi di alcuni parrocchiani, preoccupati da questo improvviso cambiamento che – va detto – non ha precedenti. Ma per il vescovo di Pistoia, nel documento inviato alle cinque comunità, sottolinea che non si tratta di una novità, anzi. Questa infatti, d’ora in poi, sarà l’organizzazione della chiesa del futuro. Un po’ovunque.

«La configurazione del servizio pastorale che vi ho prospettato a partire dalla domenica di Cristo Re, il 22 novembre prossimo – aggiunge monsignor Tardelli – è ormai quella che sarà data progressivamente a tutta la nostra chiesa e che già è in atto in diverse zone della Diocesi. Ci è stato chiesto, infatti, di ripensare ormai in modo nuovo la presenza e la testimonianza della chiesa nei territori, visto il contesto sociale ormai mutato da tanti punti di vista. Ciò che ci è richiesto in questo momento è soprattutto sentirci popolo di Dio, accomunati da un’identica vocazione e missione, in modo che ognuno dia il massimo nella collaborazione e nella partecipazione». Ma i fedeli si dicono pronti a far sentire le loro ragioni direttamente alla Diocesi di Pistoia. –

Martina Trivigno

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