Il Tirreno

Montecatini

Montecatini in lutto

Chef stellato torna dalla Svizzera per poter morire a casa

Roberto Grazzini
Chef stellato torna dalla Svizzera per poter morire a casa

Montecatini: chef stellato e figlio prediletto di una famiglia di ristoratori, dopo la chiusura di “Narciso” fondò “Il Cucco”

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Quando ha capito che non c’era più niente da fare e di essere al capolinea della propria esistenza terrena ha fatto di tutto per lasciare la Svizzera , dove lavorava da un paio di mesi, e tornare un’ultima volta a casa, in Valdinievole. E il suo desiderio è stato esaudito. Trasportato in ambulanza fino all’ospedale Cosma e Damiano di Pescia, Bruno Silvestri, a soli 55 anni è spirato martedì mattina 27 ottobre fra l’affetto dei suoi cari.

Irrequieto figlio della zona sud, cresciuto fra i fornelli del ristorante, anzi per l’esattezza della locanda “ Da Narciso”, il locale di famiglia, in via Marruota, sotto l’occhio benevolo di mamma Elvira ed ogni tanto beccando anche qualche “nocchino” ben assestato da Romano, pater familias, grande cacciatore, anche lui purtroppo scomparso prematuramente.

Irascibile, schietto quanto carismatico, pronto a correre in aiuto ai più deboli, Bruno è sempre stato più grande della sua età e non solo per il fisico massiccio, o per quello sguardo sprezzante sotto la zazzera bionda. Il Bar Ilio, il campo dell’Oratorio Murialdo con la fascia di capitano da mostrare orgogliosamente e quindi la casacca biancoceleste del Montecatini, le tappe della gioventù.

Bravo a giocare a pallone, ma la vera “vocazione” naturale è per la cucina. Guardando all’opera la madre ne carpisce i segreti per una perfetta trippa alla fiorentina o un risotto alla folaga. A settembre del 1997, quando la storia della locanda “Narciso” diventa leggenda, chiudendo i battenti, complice una periferia sempre meno aperta al commercio, Bruno non esita un attimo a muovere dritto verso il centro per aprire «Il Cucco», nell’intersezione dove via del Salsero confluisce in corso Matteotti. Ci resterà per dieci anni, conquistando una stella Michelin e riconoscimenti vari. A seguire tante altre esperienze professionali e poca terra ferma sotto i piedi, fino all’approdo a Pescia, in via Roma, nell’ex sancta sanctorum del guru Igles Corelli, Atman, a cui ridà il nome Cucco nel 2017. Ma vuole ancora girare e sperimentare. Finisce in terra elvetica e lì inizia il breve calvario fino al ritorno ed alla morte in patria.

La notizia, trasmessa dal tam tam dei social, ha scosso la cittadina termale e un paio di generazioni di bagnaioli di Sottoverga che lo piangono in silenzio,nel ricordo, come lui ha espressamente voluto assieme all'inconsolabile mamma Elvira, al figlio Matteo, alla prima moglie Francesca, all'attuale consorte Marianna, alla sorella Sandra e a coloro che lo hanno conosciuto. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web