La manifestazione
I centri termali restano aperti con i loro servizi
MONTECATINI
Le Terme di Montecatini rimangono aperte, almeno fino al prossimo Dpcm. Ci sono state ore di confusione, quando sembrava che i centri termali dovessero chiudere i battenti insieme a palestre e piscine. Sarebbe stato il colpo finale per una Montecatini in ginocchio e proprio in questi giorni al centro dell’attenzione mediatica per gli alberghi Covid ed i migranti di Vicofaro. Quello Termale che insieme al turistico è stato uno dei settori più penalizzati dalla Pandemia. Così ci ha pensato Federalberghi ad informare che il Decreto non riguardava le Terme con trattamento terapeutico ed idropinico.
«Le Terme italiane sono aperte e sicure. Grazie ai protocolli di sicurezza rigorosi ed ai presidi sanitari – dichiara il presidente di Federalberghi Terme, Emanuele Boaretto – c’è stato un clamoroso malinteso che sta inducendo gli italiani a credere che le nuove misure di contenimento dell’epidemia da Covid 19 sanciscano la chiusura delle Terme». Un fraintendimento che ha richiesto immediatamente una smentita. «Oggi – commenta Boaretto– abbiamo ricevuto migliaia di disdette ed i nostri collaboratori hanno trascorso l’intera giornata al telefono per rassicurare i clienti e spiegare che non c’è nessuna ragione di cancellare la prenotazione dei servizi».
Boaretto scende nei dettagli. «Il nuovo decreto prevede espressamente che gli stabilimenti termali muniti di presidio sanitario possano restare aperti. Si tratta di un riconoscimento importante che sancisce le condizioni di sicurezza in cui operano le aziende termali italiane».
A Montecatini il Tettuccio ed anche leRedi restano aperte, con queste ultime che continuano ad offrire trattamenti terapeutici grazie alla piscina termale, inalazioni, aerosol e i fanghi. La direzione ha assicurato un ferreo protocollo sanitario di sicurezza. Con sanificazione, schedatura e misurazione della temperatura all’ingresso di entrambi gli Stabilimenti. «Continuiamo quindi con la somministrazione delle classiche cure – spiega Massimo Giovanetti – Trattamenti che possono essere eseguiti a pagamento, ma anche in convenzione con il Sistema sanitario nazionale, con il semplice pagamento del ticket di 55 euro per un ciclo di cure». –
Simona Peselli
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