Gioco
L’alternanza scuola-lavoro all’Agrario si può fare in sede
Grazie alle 1.200 piante di ulivo distribuite in 10 ettari e al frantoio interno gli studenti possono simulare l’attività in un’azienda. Raccolti 12 quintali di olive
PESCIA
L’emergenza Covid non ferma i percorsi di alternanza scuola-lavoro. O forse sarebbe il caso di dire li “reinventa”. Visti i protocolli anticovid, infatti, sono tante in questo momento le aziende poco propense ad accogliere gli studenti in veste di tirocinanti, ma resta il fatto che per diplomarsi occorre svolgere 150 ore di esperienza formativa. Così l’Istituto Agrario Anzilotti di Pescia, che dispone anche di un’azienda agraria – che fino a questo momento ha messo a disposizione degli studenti per esercitazioni pratiche – diventa per qualche settimana la sede “lavorativa”, dove i ragazzi possono cimentarsi in un’esperienza pratica, oltre che didattica cioè.
Era già accaduto qualche settimana fa, con la vendemmia; da ieri e fino alla fine del mese, invece, gli studenti saranno impegnati nella raccolta delle olive e nella produzione dell’olio.
«L’azienda dell’Istituto dispone di circa 1.200 piante, distribuite nei suoi 10 ettari – ci ha spiegato il professor Alessandro Catola, responsabile dell’alternanza scuola-lavoro – e dal momento che disponiamo anche di un frantoio interno, i ragazzi sono messi nelle condizioni di fruire di questa esperienza formativa nelle diverse fasi che la caratterizzano. Lo fanno in assoluta sicurezza, indossando le mascherine e in tranquillità essendo un’attività da svolgersi all’aria aperta». L’anno scorso, il ministero, con una deroga speciale ha dispensato i ragazzi di quinta dall’obbligo di completare tutte le ore, ma ovviato il problema burocratico rimane comunque il fatto che i giovani vengono deprivati di un passaggio fondamentale del loro percorso formativo.
«Anche in questa maniera – ha evidenziato Catola – manca comunque ai ragazzi l’esperienza “brutale” di interfacciarsi col mondo del lavoro, quello vero, che non è scandito dalla campanella scolastica, anche perché quando un ragazzo svolge il suo periodo di alternanza smette i panni di studente per indossare quelli di lavoratore a tutti gli effetti, con le responsabilità ad esso connesse».
E gli studenti sembrano averlo compreso perfettamente. Svolgono il loro lavoro con serietà, senza giocherellare coi telefoni o bighellonare. I ragazzi di quarta, quest’anno, partono già con un meno sul monte ore da svolgere per via del fatto che lo scorso anno scolastico si è interrotto a febbraio. «Cercheremo di compensare in qualche modo – ha sottolineato Catola – senza rinunciare alla speranza che magari a febbraio o marzo sarà anche possibile mandarli nelle aziende esterne. Oggi, anche la scuola, è più propensa, vista la situazione dei contagi, ad adottare un atteggiamento prudenziale evitando di mandare i ragazzi in tanti posti diversi per poi riunirli a scuola con tutto ciò che questo comporta. Le aziende del territorio, infatti, sono piccole, non possono accogliere più di 4/5 studenti per volta. Questo tipo di attività, invece, si presta a far svolgere a tutta la classe contemporaneamente lo stesso lavoro. In due giorni abbiamo raccolto 12 quintali di olive e stimiamo una produzione di 9 quintali di olio» . –
Maria Salerno
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