Addio a Paolo Tavernari uomo simbolo della Larcianese
larciano
Ha destato dolore e cordoglio in paese la scomparsa di Paolo Tavernari, classe 1952 e larcianese doc della frazione di Castelmartini. Persona squisita e gioviale, dopo aver lavorato a lungo in proprio nel settore calzaturiero, si era ritirato a vita privata e da tanti anni lottava stoicamente e silenziosamente contro un male inesorabile che alla fine ha avuto purtroppo la meglio. D’altronde Paolo, gloria calcistica cittadina, era un guerriero nato. Cresciuto nella “cantera” della Larcianese, sin da piccolo aveva avuto come armi vincenti combattività, grinta ed agilità. Difensore esterno, tali sopracitate doti oltre al quel sinistro vellutato alla Cabrini, gli avevano fatto guadagnare un contratto con la Torres dove era rimasto per due stagioni. Tornato a casa, aveva vestito per tantissimi anni la maglia numero 3 della Larcianese, una sorta di seconda pelle, indossata pure nella epica finale di Coppa Italia dilettanti del 1975 giocata allo stadio Olimpico e persa contro il Banco di Roma. Gli ultimi anni da calciatore li aveva passati nel Castelmartini.
Tante le persone a rendere omaggio alla salma esposta nella cappella del commiato alla Società di Soccorso Pubblico a San Rocco fino a sabato scorso, giorno delle esequie funebri nella chiesa di Larciano.
In molti si sono stretti attorno alla moglie Manuela ed al figlio Simone. Il presidente della Larcianese, Giancarlo Carbone, e il consiglio direttivo della società viola, oltre ad esprimere il cordoglio per la morte di Paolo, sempre presente allo stadio fino a quando ha potuto, lo ricorderanno domenica prossima: la squadra giocherà con il lutto al braccio osservando un minuto di raccoglimento. –
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