Gioco
Grotta Parlanti, nuova asta: si può comprare a meno di due milioni di euro
Monsummano: altra asta pubblica per la vendita del complesso immobiliare mai terminato. Il termine per presentare le offerte è fissato a mezzogiorno del 21 ottobre
MONSUMMANO. Nel 2009 erano 8,8 milioni di euro, nel 2015 scesi a 4,8, oggi i milioni sono quasi 2 (1 milione e 890.000 euro per la precisione). In dieci anni tanto si è svalutata Grotta Parlanti, il complesso immobiliare e termale mai completato, alla fine chiuso nel 2000 e finito nelle mani del tribunale che pena non poco a trovare un acquirente solido e degno. L'operazione a questo punto di svendita segna un nuovo capitolo, ovvero l'ennesima asta pubblica, con termine per la presentazione delle offerte fissato a mezzogiorno di mercoledì 21 ottobre. Si tratta di una procedura d'asta (dal 22 al 28 ottobre) senza incanto, con offerta minima di 1 milione e 417.500 euro (con rialzo in caso di gara da 37.000 euro in su). Chi lo compra evidentemente fa un affare, il tribunale stima l'immobile 8 milioni e mezzo.
Ma non è detto che si trovi un compratore, anche a queste cifre: per rilanciare lo stabilimento, metterlo sul mercato turistico e iniziare a registrare profitti, serviranno parecchi altri soldi da investire. L'ennesimo tentativo di vendita non toglie le incognite intorno a quello che doveva essere uno stabilimento termale, e che invece da vent'anni è abbandonato al suo destino, in degrado, decadente, erba incolta e ruggine. Una cartolina di desolazione da Monsummano. E ne avrebbe di potenzialità.
La scheda tecnica di aste giudiziarie ne dà conto: «Complesso immobiliare termale alberghiero costituito da un grande albergo, disposto su quattro piani più il piano seminterrato, il tutto con 78 camere, ristorante e servizi vari – si legge - uno stabilimento termale disposto su due piani fuori terra con grotta termale naturale, sala congressi o sala polivalente, piscine coperte, palestra, piscina scoperta, parcheggi, verde con alberi di alto fusto e annessi vari, il tutto tra coperto e scoperto su di un'area di circa 40.000 metri quadrati».
Un gioiello da far risplendere, insomma, che si erge malandato su un colle nel quartiere di Grotta Parlanti, vista Monsummano Alto (alle sue spalle) e autostrada Firenze Mare (di fronte).
In molti dal 2000 hanno espresso il loro interessamento per il rilancio della struttura ma, fatti due conti, si sono affrettati ad abbandonare le ambizioni (compreso il governo libico, con Gheddafi che nel 2003 inviò alcuni suoi rappresentanti a Monsummano a valutare l'investimento). C'era il rischio concreto di fare la fine dell'imprenditore siciliano Mariano Azzolini, che aveva avviato un'ambiziosa opera sullo stabilimento (8 miliardi di lire l'importo stimato all'epoca), che non si limitava al restauro dell'esistente ma prevedeva un albergo a 4 stelle da 80 posti, tre piscine terapeutiche coperte (la più grande delle quali alimentata direttamente dall'acqua di sorgente a 32 gradi), e una piscina non termale.
I lavori partirono anche abbastanza spediti per poi arenarsi causa mancanza dei necessari fondi, che Azzolini non riuscì mai a trovare per l'assenza di probabili soci persuasi a entrare nella cordata e portare avanti quella che è apparsa subito come una vera e propria impresa.
A quel punto, il tribunale registrò il fallimento della società allora proprietaria e avviò la procedura di vendita. Che, a distanza di anni, non si è ancora conclusa, asta dopo asta, tutte deserte. La legge del mercato batte i suoi colpi, e ora Grotta Parlanti si può acquistare con poco meno di 2 milioni di euro. —
Luca Signorini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
