Sicurezza
Scontro sull’acqua termale alle Panteraie Il sindaco Baroncini prevede tempi lunghi
Per Fanucci (Italia Viva) si può invece velocizzare l’iter concedendo in un primo momento ai privati l’uso della Leopoldina
Montecatini
Riflettori del consiglio comunale puntati sul bando delle Terme per la messa in vendita del patrimonio immobiliare. «Eventuali inserimenti e modifiche in itinere da parte degli enti pubblici saranno comunque consentiti», ha assicurato martedì in consiglio comunale il sindaco Luca Baroncini che ha comunque espresso perplessità sulla tempistica.
Il capigruppo di Italia Viva Edoardo Fanucci ha presentato un’interrogazione sulla piscina termale alle Panteraie. Baroncini ha risposto spiegando che portare l’acqua in quella struttura è complicato ma esiste la possibilità di ricercare nelle cosiddette “acque reflue” la possibilità di trasportare risorse alle Panteraie. La sorgente Rinfresco, in realtà, è dedicata all’idropinica ma può ottenere l’autorizzazione per la balneazione. «Il problema sono i tempi lunghi – dice Fanucci – e quindi, nell’attesa, propongo con forza di alimentare la piscina delle Panteraie con l”acqua Leopoldina, che ha una portata immensa. Basta una minima percentuale da destinare alle Panteraie e il gioco è fatto. Si potrebbe anche inserire una clausola di salvaguardia: nel caso in cui le Leopoldine dovessero partire, la gittata alle Panteraie verrebbe interrotta e nel frattempo sarebbe sicuramente autorizzato l’utilizzo delle acque di scarico. Insomma, un processo a step dove la prima fase potrebbe prevedere il trasporto con autobotti. Successivamente si potrebbe attingere prima direttamente all’acqua Leopoldina e poi alle acque reflue». In effetti, sembra che l’utilizzo delle risorse idriche di scarico richieda almeno un paio d’anni o forse addirittura tre.
L’ipotesi di Fanucci consentirebbe di accorciare l’attesa degli imprenditori privati che stanno investendo per il rilancio delle Panteraie e che pare proprio che entro la prossima estate intendano inaugurare la piscina, con o senza acque termali.
«Dobbiamo dare risposte immediate agli imprenditori», sostiene Fanucci.
Per quanto riguarda il bando termale che prevede la vendita dell’intero (o quasi) patrimonio immobiliare, Baroncini ha ammesso che nessuno si aspetta che tutti gli edifici possano essere venduti realmente. L’opposizione ha ricordato che il Comune vanta un credito di 2 milioni nei confronti delle Terme e che potrebbero essere scambiati con l’acquisizione di stabilimenti strategici. La Regione stessa ha chiesto e ottenuto di togliere il Tettuccio dal bando, con l’intenzione di acquisirlo affinché possa restare nel patrimonio Unesco. «Percorso che rischia di essere ostacolato dal bando – sostiene Fanucci – e comunque, come opposizione, abbiamo evidenziato l’atteggiamento passivo dell’amministrazione comunale nei confronti di questo bando. Non solo non ha deciso cosa scambiare con il proprio credito ma è disposta a prendere ciò che nessuno comprerà, come se fosse una ruota di scarto». –
Giovanna La Porta
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