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Problemi mai risolti in due strade: scatta la petizione degli abitanti

Luca Signorini
Problemi mai risolti in due strade: scatta la petizione degli abitanti

I residenti di via delle Cantarelle e via Ponte di Monsummano alle prese con buche, fosse piene di acqua e vegetazione  

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Pieve a Nievole

Tornano a farsi sentire i residenti di via delle Cantarelle, a cui adesso si uniscono quelli di via Ponte di Monsummano, nel cuore della zona industriale del Terzo. Le preoccupazioni sono annose, e già nel febbraio 2018 avevano portato questi cittadini a chiedere al sindaco di Pieve a Nievole, Gilda Diolaiuti, di convocare un consiglio comunale aperto per discutere (e trovare soluzioni) sui problemi patiti dalla zona, e mai nascosti. L'assemblea, però, mai è stata convocata.

E così in questi giorni è in corso una nuova raccolta firme (sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle locale), che sarà presentata in municipio la prossima settimana: evidentemente l'installazione dei telelaser e i lavori alla segnaletica realizzati dal Comune negli ultimi due anni non bastano agli abitanti, che hanno ancora gli animi battaglieri e non si danno affatto per vinti.

Le richieste avanzate sono più o meno quelle di sempre, e possono essere riassunte in una maggiore cura e manutenzione delle due strade, percorse ogni giorno da centinaia di automobili e mezzi pesanti. E proprio questo è un aspetto che fa salire i crucci di molti: troppi i camion (nonostante i divieti in vigore e la possibilità di utilizzare la vicina variante del Fossetto, costruita per lo scopo) che transitano ancora su via Ponte di Monsummano e via delle Cantarelle, facendo tra l'altro tremare le mura delle abitazioni a bordo strada.

Ma c'è molto altro. A cominciare dall'asfalto sconnesso in più punti, tra buche e “ferite” evidenti, il continuo passaggio dei torpedoni certo non aiuta a mantenere in decoro la carreggiata.

La mancanza di illuminazione (soprattutto nel tratto di via delle Cantarelle che incrocia con la nuova rotatoria via Ponte di Monsummano, all'altezza della nuova zona industriale) è un ulteriore bega segnalata dai cittadini. E ancora le fosse laterali che quando si abbatte un'acquazzone dovrebbero ricevere l'acqua piovana e scaricarla altrove. Sovente non succede, se piove dunque sono dolori.

La raccolta firme chiede al Comune o a chi per esso (come il Consorzio di bonifica Basso Valdarno) di provvedere con solerzia a una pulizia accurata dei fossati, troppo pieni di detriti che fanno da tappo per assolvere alla loro funzione.

Altra questione che i residenti chiedono di risolvere al più presto riguarda la vegetazione, che in alcuni punti è così incolta da ostruire parte della strada, visibilità ridotta significa maggiore rischio di incidenti.

Insomma, la lista è lunga, anche se non si tratta di una sorpresa e chi di dovere già conosce il quadro. Ma questi cittadini pensano che rammentarlo di tanto in tanto non faccia altro che bene. —

Luca Signorini

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